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giovedì 5 maggio 2016

Lavori in corso

Lavori in corso, all'opera "mediatori, costruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiera"... (cit.).
Condividete, la solidarietà non rincorre copyright.

giovedì 29 novembre 2012

Il vocabolario della convivenza


Sono iniziati oggi i corsi di italiano per stranieri a Pontremoli, a cura di Arci Babel ed ai quali collabora anche Bottega Arcobaleno. Intanto proseguono le iscrizioni ai corsi e si cercano volontari per le attività interculturali del circolo. Il dialogo tra le culture è una sorta di vaccinazione per la buona convivenza. Vogliamo scuole che producano anticorpi contro ogni razzismo. Ogni disparato linguaggio, ogni vocabolario siano usati come generatori di un ordine inedito di convivenza. Come dice Roberto Mancini in Idee Eretiche: "Un passaggio essenziale nella crescita della nostra consapevolezza sta nel convincersi che la tessitura della convivenza giusta non spetta solo all'ONU e agli Stati o in generale alle istituzioni pubbliche, ma, per quanto possibile, riguarda i cittadini come singoli e anche come gruppi, associazioni, comunità di vario genere."  Grazie dunque a tutti i volontari delle associazioni che rendono possibile tutto questo. 

martedì 31 luglio 2012

Istantanee da Mama Africa 2012




A Gavedo di Mulazzo, in Lunigiana, il meeting Mama Africa 2012. Gli scatti di Frank per il nostro blog. La musica, l'incontro, la danza, la festa. Un mondo a colori.
http://meeting.mamaafrica.it/
http://mamaafrica.it/

giovedì 12 aprile 2012

Una tipicità locale dal lungo nome

Ricordate le domande che da più parti della società civile di Pontremoli erano state poste all'Amministrazione comunale in merito alla delibera che impediva l'apertura di negozi di "kebab e simili" nel centro storico?
La sera di venerdì 30 marzo nella sala Gordon Lett del palazzo comunale abbiamo avuto dal Sindaco Lucia Baracchini qualche risposta di cui diamo doverosamente conto.
Ha innanzitutto negato ogni intenzione razzista rifiutandone con determinazione ogni sospetto e smentendo chi dall'interno del palazzo comunale aveva presentato la delibera sui social network come espressione di xenofobia e razzismo di cui essere fieri, ha sostenuto la necessità e l'importanza dell'integrazione attraverso percorsi di intercultura riconoscendo la rilevanza dei corsi di italiano per stranieri e di arabo per italiani realizzati dalle associazioni pontremolesi di volontariato. Ha negato che la delibera rappresenti la filosofia dell'amministrazione per lo sviluppo del centro storico ed ha sostenuto infine la scelta di rinviare - a quando sarà pronto il piano del commercio - la decisione sulla kebaberia, comunicando che lo stesso Beshir è stato autorizzato comunque ad aprire la sua bottega nel centro storico vendendo anche la sua specialità: il "panino arabo con carne arrostita su spiedo verticale rotante". L'uso della parola "kebab" resta un tabù, ma destinato a cadere.
Prendiamo atto delle contorsioni cui si dispone a volte chi gestisce la cosa pubblica.
Prendiamo atto di più di un passo indietro mentre continuiamo a credere che il ritiro definitivo della delibera sia atto di saggezza.
Nel frattempo, il "Panino arabo con carne arrostita su spiedo verticale rotante" pare destinato a diventare un "must" della prossima estate pontremolese. Praticamente una tipicità locale.

domenica 1 aprile 2012

Comunicare l’immigrazione

Segnaliamo questa utile "cassetta degli attrezzi", per quanti si occupano di integrazione e intercultura, o per coloro che semplicemente non rinunciano a conoscere prima di giudicare, confrontarsi e imparare a convivere.
Il Portale Integrazione Migranti è un progetto co-finanziato dal Fondo Europeo per l’Integrazione di cittadini di Paesi terzi ed è' frutto della collaborazione tra i ministeri del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’Interno, dell’Istruzione Università e Ricerca e del Ministro della Cooperazione Internazionale ed Integrazione ed è cofinanziato dal Fondo Europeo per l'Integrazione.
Intende favorire l’accesso a tutti i servizi offerti sul territorio, assicurando una corretta informazione dei cittadini stranieri quale presupposto per facilitare la loro integrazione nella società italiana.
Il portale è organizzato per assi:
Educazione e apprendimento,
Lavoro,
Alloggio e governo del territorio,
Accesso ai servizi essenziali,
Minori e seconde generazioni,
Mediazione culturale.
Si tratta dei sei ambiti fondamentali della vita che costituiscono le condizioni per l’integrazione degli stranieri in Italia. Per ciascun ambito il portale offrirà le informazioni essenziali e soprattutto consentirà all’utente di individuare i servizi attivati dalla rete pubblico privata attiva sul territorio.
Sono messe in evidenza le più importanti novità sul piano della normativa, delle iniziative istituzionali e delle attività intraprese a livello nazionale, regionale e locale.
Buona navigazione.
http://www.integrazionemigranti.gov.it

http://www.integrazionemigranti.gov.it/Attualita/News/Pagine/Manuale-2.aspx


giovedì 8 marzo 2012

Domande in attesa di risposta

Nulla, a pensarci bene, può spingere un uomo a lasciarsi sopraffare dai pregiudizi, e nulla può spingere una città a non avere rispetto del proprio passato e stima del proprio futuro. Pertanto riteniamo questa vicenda del kebab proibito cosa degna di meditazione e di qualche domanda. Riportiamo quelle poste al Sindaco di Pontremoli dal neonato circolo arci,  e restiamo in attesa delle risposte, che pubblicheremo ugualmente.

Alla Gent.ma Dott.ssa Lucia Baracchini
Sindaco della Città di Pontremoli 
Gentile Sindaco, prima di tutto ci presentiamo, forse non ci conosce ancora. Siamo il Circolo Arci “Babel – La casa dei popoli”, nato qualche mese fa a Pontremoli dalla volontà di un gruppo di giovani e meno giovani uniti dal desiderio di “sporcarsi un po’ le mani” per promuovere e sperimentare nella nostra città nuove forme di partecipazione e impegno. Vorremmo riuscire a dare un contributo, seppur piccolo, per costruire insieme una Pontremoli che accoglie e non esclude, una città civile e incuriosita dalle diversità, viva culturalmente e innovativa, capace di valorizzare le proprie tradizioni senza chiudere la porta a quelle altrui. Proprio perché è questa la Pontremoli che vorremmo ci ha spiazzato (e deluso) la delibera che la Sua Giunta ha approvato lo scorso 27 febbraio, delibera in cui si vieta l’apertura di kebab e locali che propongono cucina “non locale” in nome della salvaguardia della “tipicità” del centro storico cittadino e delle tradizioni locali. Riteniamo che sia una delibera ingiusta e, probabilmente, illegittima. Sicuramente non condivisibile. Proviamo ad avanzarLe sotto forma di domande quelle che sono, per usare un eufemismo, le nostre perplessità:
 - È certa che la tutela delle tradizioni locali si garantisca con il proibizionismo delle diversità e non piuttosto con concreti incentivi alla valorizzazione delle tipicità?
 - Non è strano che una delibera simile “spunti” proprio pochi giorni prima dell’apertura del primo locale che propone kebab nel menù? Non pensa che i cittadini siano autorizzati a pensare che si tratti di un atto discriminatorio “contro” ristoranti etnici e non “pro” torta d’erbi e affini?
 - E cosa intende per “simili”? La mortadella di Bologna, la bufala campana, la birra tedesca, il whisky irlandese sono “simili”? Devono preoccuparsi i locali della piazza e attrezzarsi per avere solo prodotti a km zero?
 - In un centro storico in agonia, che si sta progressivamente spopolando e dove sono sempre di più le saracinesche chiuse, non crede che chi sceglie di investire in una nuova attività vada incentivato e non ostacolato? Via Cavour è meglio viva e piena di gente o deserta ma molto tipica?
 - Tra l’altro, il recente decreto sulle liberalizzazioni del Governo Monti (che recepisce la disciplina europea in materia) non sancisce, ulteriormente, la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio “senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura” fatti salvi tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente e dei beni culturali? O la pizza va bene ma se nel menù c’è anche un panino al kebab si mette a rischio la tutela dei nostri beni culturali?
 - Soprattutto, e questo è quello che ci sta più a cuore, non crede che ordinanze di questo tipo, favoriscano la crescita di una comunità chiusa, diffidente, impaurita dalle diversità e da quanto non rientra nel solco della tradizione? Non sarebbe meglio un processo partecipativo che lasci spazio all’incontro e allo scambio? Non sarebbe una via più giusta e vera per costruire quella “Pontremoli, città dell’accoglienza” decantata su tanti cartelli all’ingresso del Paese? Non si può pensare che kebab e torta d’erbi, cous cous e testaroli possano convivere e “contaminarsi” positivamente a vicenda?
 Le proponiamo di riflettere su questi interrogativi e di fare un passo indietro ritirando la delibera. Non la riteniamo corretta nel merito e nella forma. E non ci sembra corretto affrontare temi delicati e centrali per il futuro della città, quale il futuro del centro storico, senza un coinvolgimento trasparente e partecipato di associazioni, commercianti e cittadini. Le chiediamo di guardare lontano, alla Pontremoli di domani, e di tornare sui suoi passi. Per quanto ci riguarda siamo disponibili ad un incontro pubblico per confrontarci insieme, anche alla luce di questa vicenda, su come costruire una condivisa rivitalizzazione del centro storico e di tutta Pontremoli. La ringraziamo per l’attenzione e restiamo in attesa di un Suo riscontro. Circolo Arci "Babel - La casa dei popoli" Pontremoli

domenica 4 marzo 2012

L'amor e il kebab

Ricevuto e condiviso: 

L'amor e il kebab 
C'erano una volta, a metà dell'800 o giù di li, due "stranieri": due fratelli svizzeri originari del cantone dei Grigioni. Si chiamavano Osvaldo e Giorgio Aichta: insieme all'amico Giovanni Kaspar e ad un paio di altri conterranei immigrati decidono di aprire, a Pontremoli nel 1842, una drogheria - pasticceria. La chiamano "Fratelli Aichta e C."
 In quegli anni in diverse zone d'Italia aprirono diversi esercizi commerciali "svizzeri": le guerre napoleoniche avevano avuto gravi ripercussioni sull'economia della Repubblica elvetica così molti, soprattutto grigionesi, furono costretti ad emigrare cercando fortuna nel nostro Paese. Aprivano in tutta Italia principalmente drogherie, caffè e pasticcerie importando ricette d'Oltralpe. Non ci è dato sapere (il Corriere Apuano non era ancora nato!) cosa pensarono all'epoca i pontremolesi di questi intraprendenti stranieri. Qualcuno, probabilmente, avrà storto il naso, forse altri caffè avranno temuto la concorrenza, non pochi avranno tentennato un po' prima di addentare una di quelle cialde farcite di crema gialla ("Chissà cosa ci mettono dentro questi qua!"). Certo è che la drogheria-pasticceria ha potuto aprire i battenti. Nessuna delibera dell'amministrazione di allora, a quanto ci risulta, deve averne impedito l'apertura. Magari per difendere il buccellato o la pattona. Tant'è che oggi il caffè di quel manipolo di esuli elvetici è il locale più rinomato della città, vero e proprio salotto buono di Pontremoli, citato in tutte le guide turistiche che si rispettino.
E l' "amor", importata o inventata proprio da loro, il dolce più rinomato del paese.
Più di centocinquant'anni dopo la storia inizia allo stesso modo. C'è un immigrato egiziano, si chiama Bashir e decide, sempre a Pontremoli, di aprire un kebab. Come molti suoi connazionali, e come Osvaldo e Giorgio, anche lui è partito dal suo paese per cercare maggior fortuna in Italia. Molti cittadini stranieri, da tempo, stanno aprendo, qua e là per la penisola, ristoranti e bar dove propongono piatti e ricette della propria tradizione. Questa volta, però, i pontremolesi non fanno in tempo a storcere il naso, ne' i bar del paese a temere concorrenza, ne' gli scettici a guardare con disgusto quello spiedo strano. Bashir (e come lui i tanti Osvaldo e Giorgio, immigrati con i loro menù tipici dai 5 continenti, compreso il signor McDonald's) non farà neanche in tempo ad aprirlo il suo kebab. Questa volta l'Amministrazione ha deciso che proprio quelle "amor" (e quella spongata, insieme alla torta d'erbi, alla pattona, alla mozzarella, la mortadella, la gorgonzola, il prosciutto di Parma e i pistacchi di Bronte...), nate dalla fantasia di un gruppo di "stranieri" vanno privilegiate e tutelate. E che proprio quel centro storico, dove troneggia a futura memoria l'insegna "Caffè degli Svizzeri" e dove progressivamente sono sempre meno i negozi che sopravvivono, va preservato nella sua tipicità tanto cara ai (numerosi?) turisti. Il gusto che arriva da oltre confine si fermi in Piazza Italia.
Due storie simili, due epiloghi diversi. Altri tempi dirà qualcuno. Certo. Ma ora come allora la lungimiranza di una comunità e di chi è chiamato a guidarla si misura dalla sua capacità di guardare lontano, di capire il cambiamento, di imparare dalla storia, di confrontarsi con le diversità senza rinnegare le proprie radici. Proibizionismi, dazi o steccati non hanno mai pagato. Ė dalle contaminazioni e dalle commistioni che, più spesso, sono nate innovazioni ed eccellenze. In cucina come nella società.
Crediamo che le tradizioni vadano preservate senza trasformarle in paraocchi che impediscono di vedere una società che cambia. Crediamo che i testaroli possano convivere con il cous cous, che i turisti siano così intelligenti da preferire un centro storico vivo ad un centro storico museo, che chi sceglie di avviare una nuova attività in una città commercialmente in declino vada incentivato e non ostacolato. Ci auguriamo che questa Giunta alzi lo sguardo. Ci auguriamo che guardi lontano e sappia tornare sui propri passi. Anche ripensando alla storia di Osvaldo e Giorgio. Ci auguriamo che, un giorno, il kebab fatto con l'agnello di Zeri e le cipolle di Bassone possa diventare un'altra delle nostre specialità.

Circolo ARCI Babel - La Casa dei Popoli
Pontremoli

mercoledì 30 novembre 2011

Intercultura a Pontremoli

Le associazioni LiberaTutti, ARCI Babel, Progetto MAMA AFRICA, Farfalle in cammino e Agenda 2002 L’altromercato, organizzano un corso di lingua araba di base per adulti italiani e/o stranieri interessati, tenuto da un insegnante madrelingua con ottima padronanza della lingua italiana.
Attraverso questo corso sarà possibile apprendere l'alfabeto, leggere, scrivere e la conversazione di base.
Il corso si terrà nella sede dell’associazione LiberaTutti a Pontremoli in via Malaspina n°25.
L’orario e il giorno della settimana sono ancora da stabilirsi sulla base delle preferenze degli interessati.Il primo incontro è previsto per lunedì 5 dicembre 2011 alle ore 18.15
Per informazioni: c/o l’associazione LiberaTutti dal lunedì al venerdì dalle ore 10,00/12,00 e dalle ore 16,00/18,00 oppure telefonando al 3665490864 (Laura) o sulla pagina di Facebook di LiberaTutti e di Arci Babel.

sabato 5 novembre 2011

Io sono Li


Promo - Trailer - Io Sono Li from Jolefilm on Vimeo.
Prendete questo come un prezioso consiglio cinematografico.
Gustatevi questo trailer nell'attesa di sedervi - martedì 8 novembre ore 20.45 - al Cinema Manzoni di Pontremoli dove il film "Io sono Li", di Andrea Segre, inugurerà il ciclo autunnale di cinema di qualità.
Dalle note del regista:
"L’idea del film nasce da due esigenze: da una parte la necessità di trovare in una storia, allo stesso tempo realistica e metaforica, il modo per parlare del rapporto tra individuo e identità culturale, in un mondo che sempre più tende a creare occasioni di contaminazione e di crisi identitaria; dall’altra la voglia di raccontare due luoghi importanti per la mia vita e molto emblematici nell’Italia di oggi: le periferie multietniche di Roma e il Veneto, una regione che ha avuto una crescita economica rapidissima, passando in pochissimo tempo da terra di emigrazione a terra di immigrazione."
Save the date, please.
http://www.tdl.it/root/Cinema/SchedaFilm.asp?idfilm=3504

martedì 13 settembre 2011

18 IUS Soli, 24 settembre a Pontremoli



“18 IUS Soli è nato due anni fa quando ho scoperto, sfortunatamente, che i figli nati da migranti in Italia non sono riconosciuti come cittadini. Mi son detto: com’è possibile? Tutti i bambini che conosco che hanno un colore della pelle diverso, di genitori africani, sudamericani e asiatici… pensavo fossero tutti cittadini italiani. I bambini nati da migranti in Italia sono tanti, circa 900.000 e non sono cittadini italiani. Devono aspettare il 18° anno di età per chiedere la cittadinanza italiana, e qualche volta non viene concessa. Questo li lascia con l’opzione di andare in giro col permesso di soggiorno come se fossero arrivati in Italia un mese fa.”Fred Kuwornu

18 IUS Soli
24 settembre ore 16.30
Cinema Manzoni a Pontremoli

il regista Fred Kuwornu sarà presente in sala
Entrata a offerta libera

"18 IUS SOLI" (54') è il primo documentario grass-roots italiano ad affrontare il tema del diritto di cittadinanza per chi è nato e cresciuto in Italia da genitori immigrati. Vincitore del Premio Gianandrea Mutti, diretto e prodotto nel 2011 dal regista bolognese di origini ghanesi Fred Kuwornu racconta con il linguaggio della docu-fiction la storia di alcuni "nuovi Italiani", ma al tempo stesso promuove il dibattito legislativo e culturale sul diritto di cittadinanza per chi nasce in Italia sebbene da genitori immigrati. Nel 150° Anniversario dell'Unità d'Italia, 18 Ius Soli s'interroga sulla necessità di unire tutti i "nuovi" italiani . Al film documentario è affiancata una campagna di comunicazione sociale ed un social network, di cui fanno parte le maggiori associazioni, enti, fondazioni, think tank, che si stanno impegnando per promuovere in tempi brevi una modifica della legislazione inerente all’acquisizione della cittadinanza italiana, con l’obiettivo di rendere sempre più visibile ai media l’onda di questa richiesta di cambiamento, rimuovendo gli ostacoli culturali, politici, burocratici che ancora impediscono ad alcuni italiani di essere pienamente cittadini a tutti gli effetti. Hanno partecipato al documentario il Presidente della Camera dei Deputati On. Gianfranco Fini e l'On. Andrea Sarubbi.
Buona visione.
da: http://www.18-ius-soli.com/

martedì 9 agosto 2011

L'integrazione promossa

foto Frank da mamaafrica2011
Hanno superato l’esame tutti i 13 allievi del corso di italiano per immigrati organizzato a Pontremoli dall'Arci di Pontremoli-Torrano con la collaborazione di tanti, ivi compresa Bottega Arcobaleno.
Hanno sostenuto l'esame le 10 allieve del corso femminile ed i 3 del corso maschile. Hanno aspettato, hanno studiato, hanno dimostrato di avere un reddito congruo, una casa idonea, nessuna pendenza giudiziaria e ora hanno mostrato di “possedere un livello di conoscenza della lingua italiana che consente di comprendere frasi ed espressioni di uso frequente in ambiti correnti, in corrispondenza al livello A2 del Quadro comune di riferimento europeo per la conoscenza delle lingue”. Un test di italiano per coloro che hanno richiesto la carta di soggiorno europea, quella a tempo indeterminato, che tutela dal rischio di ripiombare nella clandestinità. Una carta che comporta vantaggi importanti: per esempio non perdere il permesso di soggiorno ogni volta che si resta senza lavoro. Grazie dunque alle insegnanti (Ilaria, Francesca, Elisabetta, Valentina, Lorenza, Cristina, Annalisa, Laura e spero di averle ricordate tutte...) ed a tutti i volontari che hanno reso possibile questo risultato.
Ed agli “allievi”, l'augurio di un'equa e solidale integrazione.

giovedì 28 luglio 2011

Ancora immagini del #MamaAfrica Meeting 2011


Bottega Arcobaleno ha aderito alla proposta di assegnare il Premio Nobel per la Pace 2011 alle donne d'Africa e le suggestioni del meeting 2011 di Mama Africa ci confermano nella scelta, equa e appropriata!
Questo è un invito a tutti ad aderire: http://www.noppaw.org/

riprendo dal blog: Il nobel per la Pace alle donne d'Africa

sabato 9 luglio 2011

Mama Africa 2011, ci siamo!


MamaAfrica2011 from MamaAfrica on Vimeo.
And Long life Africa!
La terra è un solo paese,
 siamo onde dello stesso mare,
foglie dello stesso albero,
fiori dello stesso giardino.
Dal 25 al 31 luglio a Gavedo di Mulazzo, nel cuore della Lunigiana, c'è Mama Africa Meeting 2011.
"Il Meeting si pone l’obiettivo di stimolare, soprattutto nei giovani, la conoscenza e la curiosità verso un continente in cui si manifestano le più profonde contraddizioni del nostro tempo e le grandi disuguaglianze che caratterizzano la nostra società. In Africa convivono culture e tradizioni molto diverse tra di loro, ma che costituiscono allo stesso tempo un’unità sociale e culturale che contraddistingue i popoli africani e che rappresenta per il mondo occidentale un insegnamento di coraggio, tenacia, vitalità civile e sociale."
Una settimana di corsi, laboratori, danze, musiche, canti, percussioni, concerti, didattica, cultura, dibattiti, energie, melodie, incontri, esperienze, arte, sostenibilità, ecofesta, equosolidale, accoglienza, emozioni e altro ancora.
Bottega Arcobaleno c'è.

mercoledì 1 giugno 2011

a Widad Grit

"L’argile rouge a bu la blanche espèce,
Le don de vivre a passé dans les fleurs!" (P.Valéry)

01 giugno 11, oggi Widad avrebbe compiuto 17 anni.
Ti sia lieve la terra, e su di essa possano nascere, sbocciare, aprirsi mille fiori di pace senza mai sfiorire.

martedì 24 maggio 2011

Immigrazione, innovazione e futuro

Qui di seguito riporto l'editoriale di Wired, di maggio. E' il mensile dedicato all'innovazione - storie, idee e persone che cambiano il mondo - a cura di Riccardo Luna. Un editoriale a suo modo spiazzante: l'immigrazione come innovazione. A coloro cui nulla importa di solidarietà, diritti, etica laica o evangelica che sia, dice: fate pure ma attenti che state giocando la partita sbagliata. Anzi, un altro è il gioco. L'immigrazione è innovazione, modernità e futuro. Sono abbonato a Wired dal primo numero e ultimamente un pò mi annoiava ma stavolta mi è parso geniale.

Immigrazione: è il trasferimento permanente o temporaneo di gruppi di persone in un paese diverso da quello di origine. Si possono includere le migrazioni di popolazioni e i movimenti interni a un paese (le cosiddette migrazioni interne e il fenomeno dell’urbanizzazione). (fonte Wikipedia)
"Facciamo il caso che domani incontrate uno che vuole sparare ai clandestini prima che sbarchino sulle nostre coste. O anche solo fermarli con un blocco navale. Oppure, più comunemente, uno che abbia una umanissima paura, e che li veda come una disgrazia. Insomma, uno che diversamente da voi non abbia capito che gli immigrati sono un piccolo problema logistico da risolvere se ti chiami Italia e insieme una grande benedizione per un paese vecchio e stanco come il nostro. Quelli che oggi ci appaiono come un popolo lacero e disperato, sono in realtà potenzialmente una scintilla di innovazione. Come lo furono in Silicon Valley dove indiani e cinesi, quando India e Cina erano ancora quasi terzo mondo, hanno giocato un ruolo fondamentale nel boom tecnologico. Perché chi si lascia tutto alle spalle per cercare fortuna ha fame non solo di pane ma di vita. E ha coraggio. Sono affamati e sono pazzi, direbbe Steve Jobs (che è figlio di un siriano, come Jeff Bezos ha origini cubane e Sergey Brin russe e Jerry Yang taiwanesi e...).
Ecco, non ci crederete, voi che avete il futuro negli occhi, ma ci sono italiani che non lo capiscono. E queste persone non le convincerete mai con la mozione degli affetti, la pietà umana o con il ricordo dei nostri trenta milioni di emigranti. Parlategli invece di soldi. Ditegli che gli immigrati già oggi pagano le pensioni ai nostri genitori e ai nostri nonni. Non è uno slogan, è un fatto. Ditegli che senza stranieri già oggi l’Italia resterebbe senza almeno la metà di pescatori, muratori, tate, colf, camionisti, raccoglitori, conciatori, addetti ai rifiuti: si tratta di tutti quei lavori che noi non facciamo più perché la fatica è inversamente proporzionale al guadagno, e visto che il guadagno è minimo, immaginate la fatica quanta può essere. Ditegli che fra dieci anni in Italia ci saranno 5 milioni di ultraottantenni e molti avranno bisogno di una badante: ci manderanno le loro figlie?
Ditegli insomma che se davvero sono dannatamente egoisti e vogliono fare solo il sacrosanto interesse dell’Italia, allora gli conviene far finta di essere generosi e tendere la mano a chi arriva. Si sentiranno dire “grazie”, ma se saremo capaci di accoglierli e integrarli, i disperati di oggi, siamo noi che presto dovremo ringraziarli. " Riccardo Luna

P.s.: Per sapere quanto sono importanti per noi e per l'Italia gli immigrati consiglio "Grazie - Ecco perché senza gli immigrati saremmo perduti", il libro (edito da Chiarelettere) del giornalista di Repubblica Riccardo Staglianò.

PS2: Leggo ora che Riccardo Luna,  @riccardowired,  lascierà la direzione di Wired il 15 giugno: mi ha spiazzato ancora una volta.

lunedì 2 maggio 2011

Laboratori interculturali

Pontremoli, Centro Giovanile, sabato 30 aprile, festa delle Culture e dell'Inclusione

Laboratorio di culture musicali (prove di saggio di fine corso)

Laboratorio di culture culinarie (dopo l'assaggio di fine corso)
Grazie a tutti e arrivederci ai prossimi as/saggi!

venerdì 22 aprile 2011

Melting Pot Pontremoli

"...io non ho niente contro i stranieri
ma poi ci stanno quelli che vengono qui a comandare
 come quelli che ci vogliono fare togliere i crocifisi dalle scuole,
e quelli che vengono qui solo per i nostri soldi,..."
(Quelli che però è lo stesso, di Silvia Dai Prà)
Il prossimo sabato 30 aprile, presso il Centro Giovanile di Pontremoli, si terrà la Festa delle Culture e dell'Inclusione, organizzata da una rete di associazioni attive da anni sul tema del'integrazione (Agenda 2002 - L'altro mercato, Comitato Mama Africa, Farfalle in Cammino), con la collaborazione della Società della Salute, dei Centri Giovanili della Lunigiana e dell'Associazione Ricreativa Culturale San Pietro.
La festa giunge così alla sua terza edizione. Vuole rappresentare un momento di incontro, confronto e scambio interculturale fra le diverse comunità presenti sul territorio pontremolese e la popolazione locale. Restiamo convinti che la conoscenza reciproca e la condivisione di esperienze, tempi e spazi, rappresenti un'occasione di crescita e arricchimento per tutti.
La festa giunge al termine dei corsi, coordinati dall' Arci di Pontremoli, di italiano per stranieri che ormai da qualche anno si tengono nella nostra città e prevede la partecipazione attiva delle allieve e degli allievi iscritti. Saranno inoltre organizzate attività specifiche rivolte a bambini e ragazzi.

E'prevista anche la partecipazione di alcune ospiti straniere dell'Istituto penale minorile di Pontremoli, diretto dal dott Lorenzo Roccaro che ha dato la sua adesione.

Di seguito ecco il programma indicativo della giornata:
15:30 giochi per i bambini (si occuperà di questa parte il gruppo degli Scout insieme ad alcuni volontari) e laboratori a tema etnico ma non solo
16:30 verrà offerta una merenda equo solidale insieme a tè marocchino
17:00 ancora giochi scout e un laboratorio musicale
18:00 concerto di percussioni a cura dei centri giovanili di Pontremoli e Aulla
Nel tardo pomeriggio (circa dalle 19:00) si offrirà una cena a buffet con piatti tipici sia italiani che dei paesi delle comunità dei cittadini stranieri che hanno aderito all'iniziativa.
Spargete la voce, please!

sabato 13 novembre 2010

Viaggi responsabili, dalla Pontremoli del 1914


"Racconto questo eppoi chiudo. Mi trovavo vicino allo scalo della stazione e si sa osservavo. Era notte inoltrata e si lavorava ancora, non so precisare per quali ragioni, un guardiano si mise a picchiare uno schiavo, sul primo non ne feci caso, ma poi visto che non si decideva a cessare e mosso a compassione dalle implorazioni di quel povero torturato, feci un salto e mi precipitai a trattenere il braccio del percuotitore. Sta belva, allora tenta di rivoltarsi a me. Subito ficcai la mano in tasca, impugnai la pipa e gliela puntai alla gola: -A kill you ! gli gridai. Si intimori e gettò il bastone che aveva in mano. Lo schiavo mi fece un inchino e se la diede a gambe. Due guardie che a distanza di 50 metri avevano assistito a tutta la scena, si avvicinano e mi dicono bravo. Grazie tante gli risposi , sentendomi offeso. Conclusione. Bombay per me è un posto non disprezzabile..."
E' questo il finale della lettera (foto)scritta da Pietro Ernesto Galli, nato a Vignola di Pontremoli il 15 marzo 1884 e morto il 12 novembre 1916, a seguito di una malattia, o infezione, contratta al fronte nella I guerra mondiale, a cui aveva partecipato in seguito a richiamo. La lettera è ora pubblicata da Angelo Galli, nipote di un fratello di Ernesto, su Reset Italia (resistenza civile 2.0). Dalla Pontremoli del 1914 ci giunge così lo straordinario racconto di un "viaggiatore responsabile".
E' stato, nei fatti, un precursore dell’odierna indicazione etica ai viaggi responsabili. Un modo di viaggiare attento allo scambio culturale con le popolazioni locali del paese di destinazione ed all'esperienza dell'incontro come momento di arricchimento personale, di crescita, di conoscenza. L'incontro con l'inaspettato sconquassa i pregiudizi. Occorre apertura di pensiero, moderazione, curiosità e rispetto quando cambiano le regole del gioco, quando nulla è scontato, laddove guardiamo e veniamo guardati in modo nuovo. Oggi l’avventura è ormai quasi impossibile, ogni posto è stato già visto e colonizzato dal mercato. Oggi il nostro viaggiare non è nell’avventura ma nell’impronta che lasciamo, con la stessa sapienza e rispetto raccontati da Ernesto Galli. Come nella poesia di Antonio Machado "Caminante son tus huellas el camino y nada más; caminante, no hay camino, se hace camino al andar".
Grazie Angelo per aver reso pubblica questa preziosa e suggestiva testimonianza.
Vai al testo integrale della lettera su http://www.reset-italia.net/2010/11/07/7-novembre-1914-una-testimonianza-dal-passato/

martedì 14 settembre 2010

Pontremoli, Festa delle culture e dell'inclusione

18/9 ultim'ora: piove? non piove? la festa si trasferisce comunque al Convento della S.S.Annunziata
Il tuo Cristo è ebreo
e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina
e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese
e il tuo caffè è brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero
e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana
e la tua camicia hawaiana.
Le tue vacanze sono turche,
tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo,
non rimproverare al tuo vicino
di essere straniero.

Sabato 18 Settembre 2010 dalle ore 16:00 Piazza Duomo a Pontremoli ospita la Festa delle Culture e dell´Inclusione: mostre fotografiche, cibi e bevande dal mondo, giochi per bambini, laboratorio di percussioni, esibizione delle percussioni del gruppo "Icaro BYB" del centro giovanile Icaro, gruppo di musica africana. Vi aspettiamo!

Dalla collaborazione di Arci Pontremoli, Mama Africa, Bottega Arcobaleno, Farfalle in Cammino, SdS Lunigiana, Centri Giovanili della Lunigiana, e tanti altri cittadini del mondo.