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lunedì 13 maggio 2013

Pronti per Terra Futura 2013



http://www.terrafutura.it/

La più importante mostra convegno sulle buone pratiche di vita, di governo e di impresa verso un futuro equo e sostenibile a Firenze, Fortezza da Basso, 17-19 maggio 2013 E' la decima edizione.

sabato 21 luglio 2012

Un pomeriggio di indignazione e di valori




Oggi pomeriggio ai Chiosi di Pontremoli con Andrea Baranes, Elisabetta Tramonto e Davide Tondani, per la presentazione di "Finanza per indignati" e della rivista "Valori". Il racconto della finanza casinò e delle sue complicità. Cosa c'è dietro lo spread.  Dopo l'indignazione, la presa di coscienza. Le possibili risposte a chi chiede "che fare?". Quante cose ci possono stare in un pomeriggio, tanto da lasciare la sera il giardino dei Chiosi più inquieti ma più consapevoli. Grazie a chi ha partecipato, con passione, con inquiete riflessioni, con speranze non rinunciate. E' stato davvero un buon pomeriggio.

martedì 17 luglio 2012

Finanza per indignati, con Andrea Baranes il 21 luglio a Pontremoli

Sabato 21 luglio ore 16.30 nel cortile del Bed and Breakfast Ai Chiosi, Viale dei Chiosi (100 metri dopo l’arco) a Pontremoli, presentazione del libro “Finanza per indignati”, con la partecipazione dell’autore Andrea Baranes.
Sarà presente anche Elisabetta Tramonto, caporedattrice di Valori, mensile di economia sociale, finanza etica e sostenibilità.
Condurrà l'incontro Davide Tondani.
 Andrea Baranes è presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica, della rete di Banca Etica. E’ portavoce della campagna 005 per l'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie ed è stato responsabile delle campagne su istituzioni finanziarie private presso la CRBM. Ha scritto "Come depredare il Sud del mondo" e "Il grande gioco della fame" con Altreconomia e "Per qualche dollaro in più. Come la finanza casinò si sta giocando il pianeta" con Datanews.  E’ co-autore del "Manifesto degli economisti sgomenti" pubblicato da minimum fax. Collabora con diverse riviste specializzate nel settore economico e della sostenibilità, quali Valori, Altreconomia e il sito Sbilanciamoci! E’ attualmente membro del Consiglio Direttivo della rete internazionale della società civile BankTrack, e, in Italia, del Comitato Etico di Etica SGR, società di gestione del risparmio del gruppo Banca Etica e di NeXt, Rete per una prossima economia.

Durante l’incontro sarà offerto un aperitivo equo solidale
a cura di: Bottega Arcobaleno (Ass.Agenda2002-L’Altromercato) Via Garibaldi 31 Pontremoli MS
Contatti: agenda2002@alice.it
http://twitter.com/BA_Pontremoli

Per seguire su twitter: #nonconimieisoldi
L'invito è a partecipare ed a condividere l'evento con tutti i propri contatti.

domenica 15 luglio 2012

La bolla dei tulipani



Dal libro di Andrea Baranes "Finanza per indignati", che ci sarà presentato dall'autore stesso sabato 21 luglio prossimo a Pontremoli (ore 16.30 Bed and Breakfast Ai Chiosi, via dei Chiosi), riporto un brano che mi pare storicamente suggestivo ed eloquente.
"Per capire meglio come operano nel concreto i meccanismi descritti, riportiamo un caso che ha fatto scuola. All'inizio del XVII secolo nelle corti dei nobili europei divennero di moda i tulipani. La domanda di bulbi cresceva continuamente. Alcuni mercanti iniziarono a comprare bulbi non per coltivare tulipani, ma sperando che il prezzo continuasse a salire per poi rivendere il bulbo stesso, ovvero per speculare. Questo significa in pratica una domanda aggiuntiva che falsa il mercato. Non è più la legge della domanda e dell'offerta a determinare il prezzo ottimale, ma in qualche modo si può parlare di una domanda di tulipani, più un'ulteriore domanda di carattere speculativo, e di offerta. Questa domanda «sintetica» spinge in alto i prezzi. Più i prezzi salgono, più il fenomeno si auto amplifica e sempre più persone sono attratte da un investimento in bulbi di tulipano. Nel 1635 un singolo bulbo poteva essere venduto a 5000 fiorini, mentre un maiale ne costava 30 e una tonnellata di burro 10. 
Nel 1637 i prezzi divennero insostenibili e alcune persone smisero di acquistare tulipani. La domanda scese, si diffuse il panico e scoppiò una bolla che portò a una crisi prima finanziaria, poi economica e sociale. Negli anni successivi i giudici incaricati di valutare la legittimità dei debiti accumulati si rifiutarono di riconoscerli, equiparandoli a quelli contratti nel gioco d'azzardo.
La «bolla dei tulipani» è considerata la prima grande crisi finanziaria moderna, Nulla è cambiato nei quasi quattrocento anni successivi, fino alla bolla della new economy del 2001 e a quella del settore immobiliare del 2007. Per chi è in grado di speculare, questa modalità di funzionamento non costituisce un problema, ma un'opportunità. Il segreto della finanza è semplice. Compra a poco, vendi a tanto, sperando in una bolla o ancora meglio contribuendo tu stesso a creare la bolla con i tuoi acquisti.
L'unica differenza rispetto al passato è che le bolle e le relative crisi sono sempre più ravvicinate nel tempo e sempre più ampie in dimensione. Una situazione dovuta in massima parte al peso e alla posizione centrale e dominante assunti dalla finanza rispetto all'economia reale."

giovedì 21 giugno 2012

Andrea Baranes e la finanza casinò, a Pontremoli il 21 luglio

 Ci hanno spiegato i motivi della crisi, ci hanno detto che è colpa della speculazione, ci hanno imposto sacrifici. 

Quello che non ci hanno raccontato è il grande gioco della finanza e con quali soldi si alimenta.
La speculazione finanziaria sta affossando l’economia reale e l’occupazione, non tutela l'ambiente e i diritti umani.
E' necessaria una presa di coscienza dal basso per fare in modo che la crisi crei i presupposti per un futuro differente, in cui la finanza sia al servizio dell’economia reale.

Ne parleremo a Pontremoli il 21 luglio, nel mezzo di questa estate calda nel meteo e nell'economia, con Andrea Baranes, presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica.

Nel frattempo "save the date"!
E non dimenticate di fare una visita qui: www.nonconimieisoldi.org

giovedì 15 marzo 2012

Non con i miei soldi

Abituati da troppo tempo a cavarcela solo con i soldi vogliamo dimostrare che si può ridare senso all'uso del denaro. Chiediamo che in economia si torni a dare valore alle relazioni ed alle conseguenze sociali ed ambientali delle azioni economiche. Perché l'etica in economia non resti un sogno e perché i sogni non siano incubi o illusioni, vanno affiancati dalla capacità di trasformarli in progetti. E mentre il sogno resta ed ha valore, un'etica collettiva ci fa dire che solo insieme possiamo realizzare sogni condivisi.  Banca Etica è un sogno condiviso da trentaseimila soci.
Vai anche tu su http://www.nonconimieisoldi.org e attrezzati.
"Per cambiare le cose non è sufficiente indignarsi. Se hai solo qualche secondo di tempo puoi aiutare a diffondere la consapevolezza e l'informazione. Non possiamo usare la televisione, i giornali o la radio.
Ma tu puoi mandare un messaggio con Twitter, puoi scriverlo su Facebook, puoi inviare un'email per rendere i tuoi amici a conoscenza di ciò che sta succedendo e di ciò che è possibile fare." 




mercoledì 15 febbraio 2012

La finanza etica spiegata ai deputati

Si è svolta oggi l'audizione alla Commissione Finanze della Camera, in cui è stata ascoltata una delegazione guidata dal presidente di Banca Etica Ugo Biggeri. Era ora che un Professore spiegasse in Parlamento la finanza etica. Su Valori.it una sintesi della giornata.

lunedì 13 febbraio 2012

Metti un sabato con Banca Etica

Questa lettera di Ugo Biggeri ai soci di Banca Etica la proponiamo come propedeutica all'incontro di sabato 18 a Il Pungiglione, a Boceda di Mulazzo. Una buona lettura.

Siamo fortunati, abbiamo tutti dei sogni, e tra questi abbiamo anche un sogno che ha mostrato di poter esser realtà: una banca diversa per “costituzione”, unica in Italia a pubblicare i propri impieghi sul web, a sperimentare meccanismi partecipativi forti, a essere orgogliosa di tutto ciò che finanzia. Una banca che pare fatta ad hoc per dare anche una risposta concreta alla crisi del sistema economico-finanziario. La crisi infatti è anche un’opportunità per cambiare, per far riflettere sulla finanza etica, far passare nuove idee di regolamentazione dei mercati, trasparenza, eliminazione di opacità dei meccanismi finanziari e speculativi, favorire un riequilibrio del prelievo fiscale a favore dell’economia reale (ad esempio con la tassa 0,05 sulle transazioni finanziarie). Ma la crisi è anche l’opportunità di far crescere l’economia di senso e relazione che già promuove Banca Etica affiancando tante belle realtà di impegno civile. La Campagna “Non con i miei soldi”, da poco lanciata, vuole aiutare a far riflettere i risparmiatori sull’uso degli strumenti finanziari e sulle loro conseguenze. Una riflessione che implica cambiamenti economico culturali, alfabetizzazione finanziaria, finanza etica. Vogliamo tutti che Banca Etica sia in grado di dare le risposte che tutti ci aspettiamo moltiplicando ciò che già sta facendo. Per farlo deve diventare più forte restando indipendente. Per normative e per logica Banca Etica sarà più forte se la sua patrimonializzazione crescerà un po’ più velocemente della sua capacità di impegnarsi. È un fattore cruciale per Banca Etica che la crisi sta rendendo più critico con i nuovi criteri di “assorbimento patrimoniale”. Cosa significa? Significa che o iniziamo a dire tanti no (alle idee che abbiamo, alle richieste di finanziamento e operatività), oppure dobbiamo capire che il nostro sogno oggi può essere il sogno di molti e quindi crederci e impegnarci per riuscire a fare di più. Come poter fare di più? Ci sono due strade principali che stiamo perseguendo. La prima è di essere capaci di crearci da soli le riserve che rafforzino il patrimonio. Significa fare utili, ossia essere più efficienti e riuscire a valorizzare ancora meglio i premi etici che clienti, soci e dipendenti riconoscono a Banca Etica. La seconda strada è quella di far crescere il capitale sociale grazie a ulteriori sottoscrizioni e nuovi soci che condividano il sogno. Si scrive “utile” o “capitale sociale”, ma, per la mission di Banca Etica, si legge welfare, economia civile, cooperazione, posti di lavoro, energie rinnovabili, legalità, biologico, impegno culturale, innovazione, ambiente, microcredito... Lo slogan l’interesse più alto è quello di tutti è nel nostro modo di essere banca. Interessiamoci di farlo crescere, Banca Etica ha bisogno dei suoi soci e della loro voglia di rispondere alla crisi con dei: sì! Si può fare. Abbiamo bisogno di capitali semplicemente perché “il capitale di Banca Etica è veramente capitale sociale”. Diamoci da fare! Ugo Biggeri Presidente di Banca Etica


http://www.zoes.it/ugo-biggeri
https://twitter.com/#!/ncims
http://www.bancaetica.com
 Non con i miei soldi, Intervista a Ugo Biggeri

venerdì 21 ottobre 2011

Non con i miei soldi

Ugo Biggeri Presidente Banca Etica 28.9.11
Vorrei incoraggiarvi a leggere le proposte di Banca Etica "per un uso responsabile del denaro e per non essere complici inconsapevoli della crisi finanziaria". Che la crisi sia un'occasione per capire che lo scopo ultimo di una sana economia è quello di soddisfare bisogni reali e naturali e non di accumulare ricchezza, scambiando ciò che è un mezzo con un fine. Buona lettura.

LA CRISI GLOBALE
Dopo la crisi finanziaria del 2007-2008 gli Stati sono intervenuti per salvare le banche trasferendo l'eccesso di debiti dai grandi soggetti finanziari al pubblico.
Ora come cittadini siamo chiamati a “stringere la cinghia” e accettare misure di austerità e tagli alla spesa sociale, al welfare, ai diritti mentre stiamo ancora aspettando regole condivise per limitare lo strapotere della finanza. La speculazione è ripartita a pieno ritmo e le lobby finanziarie lavorano per diluire o bloccare qualsiasi tentativo di riforma o regolamentazione.
La politica sembra totalmente succube dei mercati finanziari. In Italia la finanza detta i tempi della manovra di bilancio e ne fissa i contenuti. La validità della manovra non si misura in termini di diminuzione della disoccupazione o di maggiore benessere per i cittadini, ma guardando con il fiato sospeso l'andamento degli indici di borsa e il giudizio dei mercati.
Quale sistema finanziario ci costringe a tali sacrifici? Oggi si scommette sui prezzi del cibo e delle materie prime mentre oltre un miliardo di persone nel mondo soffre la fame. La finanza si muove sfruttando i paradisi fiscali per aggirare ogni regola e normativa. Sempre più transazioni avvengono al di fuori delle borse valori fuori da qualunque regolamentazione e trasparenza. Le grandi banche realizzano operazioni eludendo i controlli internazionali, la maggior parte dei derivati sono scambiati al di fuori delle borse ufficiali, questi mercati paralleli sono talmente poco trasparenti che si fa fatica anche a stimare la quantità o il valore dei titoli circolanti.
E' una finanza totalmente scollegata dalla realtà.
Alcune cifre* forniscono il quadro della situazione attuale:

• Con il benestare di una politica sempre più sottomessa i mercati finanziari sono cresciuti in modo abnorme. Trent’anni fa le attività finanziarie avevano un valore all’incirca equivalente al PIL del pianeta. Nel 2007 erano quadruplicate: per ogni euro prodotto dal lavoro e dal commercio erano in circolazione quattro euro di debiti, crediti e scommesse finanziarie.
• Ancora più grave è la situazione se si considera il sistema finanziario "ombra": in esso circolano miliardi di prodotti finanziari derivati scambiati privatamente e non in mercati borsistici trasparenti. Nel 2007 l'ammontare di questi derivati trattati "over the counter" era stimato per un valore pari a 12,6 volte il PIL del mondo.
• Gli effetti di questo predominio della finanza sull'economia reale sono sotto gli occhi di tutti: dagli anni Ottanta in poi il 10% della popolazione mondiale si è arricchito in modo spropositato, mentre il restante 90% ha dovuto far fronte a redditi sempre più stagnanti e alla contrazione dei servizi pubblici, inclusi quelli essenziali.

LA SFIDA DELLA FINANZA ETICA

In una economia di mercato delle alternative esistono: nel sistema bancario e finanziario c'è chi ogni giorno si impegna nella finanza etica.
Tredici “banche etiche” di diversi Paesi si sono riunite nel network “Global Alliance for Banking on Values”. Insieme gestiscono assets che superano i 10 miliardi di dollari; nell’insieme questi 13 istituti di credito dediti alla sostenibilità servono oltre 7 milioni di clienti in più di 20 Paesi.
Una ricerca dell’associazione dei forum europei per la finanza sostenibile, Eurosif, ha evidenziato un +87% negli ultimi due anni per i patrimoni investiti nel Vecchio Continente secondo criteri di responsabilità sociale e ambientale.
In Italia Banca Etica è la testimonianza che è possibile una finanza che dia credito a modelli di sviluppo umano ed imprenditoriale sostenibili. Negli primi 6 mesi del 2011, nel mezzo della bufera sui mercati finanziari, i finanziamenti erogati da Banca Etica a favore di iniziative di economia reale e solidale sono cresciuti del 9% e la raccolta diretta di risparmio è salita del 5%. Siamo in decisa controtendenza rispetto al sistema bancario. I dati ABI a giugno evidenziano un +0,9% sulla raccolta ed un +5% sugli impieghi.

La finanza etica compie scelte concrete che escludono alcuni comportamenti e ne promuovono altri:

• rifiutandosi di operare tramite i paradisi fiscali, la finanza ombra, le operazioni fuori mercato, ma facendo della trasparenza e della tracciabilità il proprio valore fondamentale;
• non nascondendosi dietro la scusa del “segreto bancario” ma pubblicando sul proprio sito internet l'elenco completo dei finanziamenti alle persone giuridiche;
• escludendo strumenti finanziari sempre più incomprensibili, dai derivati in poi, e proponendo pochi semplici strumenti di risparmio e investimento e cercando di spiegarli ai clienti nel modo più chiaro possibile;
• non cercando il profitto fine a sé stesso ma affermando che “l'interesse più alto è quello di tutti” e valutando le ricadute non economiche di ogni azione economica;
• escludendo le attività lobby non-democratiche che influenzano nell'ombra i decisori politici, ma operando alla luce del giorno per costruire e partecipare al fianco della società civile organizzata;
• rifiutando finanziamenti a hedge fund, fondi di private equity e altri attori speculativi, ma rimanendo ancorati nell'economia reale e realizzando una valutazione socio-ambientale di ogni prestito prima;
• non dando “soldi unicamente a chi ha già soldi”, ma cercando di porre attenzione ai “non-bancabili” e alle associazioni e cooperative che solitamente non hanno accesso al credito;
• escludendo i finanziamenti ai combustibili fossili, all'energia nucleare e alle attività inquinanti e scegliendo di lavorare con chi promuove l'efficienza energetica e le energie rinnovabili;
• rifiutando di accettare acriticamente il denaro, essendo l'unico istituto di credito in Italia che ha rifiutato i capitali rientrati dall'estero grazie ai vari scudi fiscali;
• non partecipando al finanziamento di grandi opere inutili e devastanti, ma cercando di fare crescere la microfinanza e puntando su progetti e idee innovative per una sostenibilità di lungo periodo;
• rifiutando di speculare su cibo e materie prime e finanziando i piccoli produttori e i contadini, in particolare nel settore dell'agricoltura biologica.
• favorendo l'investimento azionario responsabile attraverso Etica SGR e invitando i piccoli risparmiatori ad esercitare il loro ruolo di “con-proprietari” di aziende attraverso l'azionariato attivo nelle assemblee degli azionisti
Come Banca crediamo sia arrivato il tempo in cui ognuno, come cittadino, risparmiatore, lavoratore, pensionato e consumatore, debba fare la propria parte e debba prendere coscienza che l'utilizzo del proprio denaro ha conseguenze dirette sul futuro suo, dei suoi simili e dei suoi figli.
E' alla luce di queste scelte e della forza di oltre 36.000 soci, che Banca Etica ha la legittimità di ribadire con forza che accanto al modello finanziario dominante esiste un'alternativa che funziona e che interroga il mondo dell'economia sull'urgenza di un cambiamento profondo.

COSA POSSIAMO FARE?

Ogni cittadino è parte integrante del sistema economico e finanziario: lavora, percepisce un reddito, risparmia, investe, acquista titoli di stato, quote di fondi di investimento, deposita liquidità su conti di risparmio, sottoscrive polizze assicurative. Questo significa che in ultima istanza siamo tutti noi a fornire la “materia prima” che alimenta il sistema finanziario.
Di fronte a questi fenomeni di portata globale il cittadino responsabile si sente spesso impotente, semplice "spettatore" di processi apparentemente lontani dal suo quotidiano, che a prima vista non riesce ad influenzare. Eppure la finanza e la sua degenerazione stanno avendo impatti diretti sulle nostre vite in termini di piani di austerità, tagli ai servizi pubblici e al welfare, peggioramento dei diritti, della pensione o delle condizioni di lavoro.
La gran parte delle risorse che finiscono nel grande casinò finanziario provengono dagli strumenti finanziari sottoscritti dall'insieme dei cittadini. In altre parole se ci sentiamo vittime di un sistema finanziario che gira sopra le nostre teste, troppo spesso non ci rendiamo conto che, oltre ad essere vittime siamo anche complici involontari di questo stato di cose.

Così come è successo con il commercio equo che ha spinto milioni di donne e uomini a interrogarsi su come vengono prodotti i beni di consumo che acquistano e a pretendere dalle industrie una maggiore responsabilità sociale di impresa, anche il cambianto nella finanza dovrà necessariamente partire anche da una spinta dal basso, dalla collettività dei risparmiatori, anche piccoli.
Quando affidiamo i nostri risparmi a un intermediario finanziario dobbiamo iniziare a chiederci se siamo disposti a fidarci di qualcuno che intenda usarlo per un traffico di mine antiuomo, per quanto remunerativo, o a chi volesse giocarselo al casinò della speculazione.

Siamo tutti contenti di avere qualche decina di euro in più sul conto corrente a fine anno, ma se questo avviene grazie a una speculazione che porta all'aumento dei prezzi della benzina, del pane, dei prodotti alimentari di base? Se questa speculazione è il principale motore della crisi che stiamo vivendo? E' necessario iniziare a considerare la finanza come un bene comune, dove l'interesse del singolo deve fermarsi di fronte a quello della società nel suo insieme.
Un discorso analogo riguarda, oltre i conti correnti bancari, l'insieme degli strumenti finanziari sottoscritti da milioni di italiani. Fondi di investimento, fondi pensione, assicurazioni e via discorrendo. Cosa si nasconde nel portafogli di questi investitori? Quanto sono presenti prodotti come gli ETF o gli ETC usati per speculare su cibo e materie prime? Nel portafogli del mio fondo sono presenti prodotti derivati o strutturati ad alto rischio?

Quando sottoscriviamo in banca un fondo pensione o di investimento o anche un semplice conto corrente abbiamo il diritto e – secondo Banca Etica anche il dovere – di chiedere al gestore:

• come sono impiegati i miei risparmi?
• che cosa fa la mia banca con i miei soldi?
• quanto partecipa al grande circo della speculazione?
• ha delle filiali in qualche paradiso fiscale?
• che parte dei suoi profitti proviene dalla tradizionale attività creditizia che sostiene l’economia reale e la creazione di posti di lavoro, e quanta invece dal giocare con prodotti derivati e strutturati e dal sistema bancario ombra?
Se saremo sempre di più a porre queste domande alle banche e agli intermediari, le risposte dovranno arrivare, e l’opacità del sistema finanziario dovrà lasciare spazio a una maggiore trasparenza.

*i dati sono tratti dal libro di Luciano Gallino, “Finanzcapitalismo”, Einaudi

http://www.bancaetica.com/Content.ep3?ID=787840

sabato 15 ottobre 2011

No land grabbing, coltiviamo giustizia



Si chiama Land Grabbing. E’ un fenomeno che merita un po’ di spazio nello scaffale delle indignazioni delle nostre coscienze. E’l’accaparramento incontrollato delle terre effettuato in particolare da investitori internazionali. Oxfam Italia stima che siano 227 milioni gli ettari di terra venduti, affittati o concessi in uso in tutto il mondo dal 2001, una superficie equivalente all’Europa nord-occidentale. Un fenomeno che mette in pericolo le comunità più povere, che perdono case e mezzi di sostentamento – a volte a seguito di violenze – senza essere consultate, risarcite e senza avere mezzi per fare ricorso. Non tutti i 227 milioni di ettari sono classificabili come land grabbing, ma dietro le acquisizioni di terreni si cela spesso questo fenomeno.
“In questa nuova corsa all’oro, gli investitori ignorano i diritti delle comunità locali le cui economie si fondano sulla terra”, dichiara Francesco Petrelli, presidente di Oxfam Italia. “Lo scandalo è che l’80% delle terre accaparrate rimane inutilizzato. Questa nuova corsa all’oro si intensificherà nel futuro, a causa della crescente domanda di cibo, dei cambiamenti climatici, della scarsità d’acqua e dell’incremento della produzione di biocarburanti che sottrae migliaia di ettari alla produzione di cibo”.
Il rapporto lanciato nell’ambito di Coltiva, la campagna globale di Oxfam, fa chiarezza su alcuni dei “miti” associati all’investimento sui terreni del Sud del Mondo e descrive inoltre gli effetti devastanti che il land grabbing ha in Uganda, Sud Sudan, Indonesia, Honduras e Guatemala. In Uganda, per esempio, almeno 22.500 persone hanno perso casa e terra in seguito all’espropriazione subita per mano della New Forest Company (Nfc), un’azienda britannica specializzata nella produzione di legname. Molte persone sono state allontanate con la forza e non hanno più mezzi di sostentamento, né possibilità di mandare i figli a scuola. Ci sono state ordinanze del tribunale contro la Nfc e testimoni oculari hanno riferito che i dipendenti dell’azienda hanno preso parte essi stessi ad alcuni espropri. Tuttavia, la Nfc nega di essere coinvolta.
“Oxfam chiede agli investitori, ai governi, e alle organizzazioni internazionali di porre fine al land grabbing, cambiando le attuali politiche che non garantiscono procedure partecipate e un equo trattamento delle comunità locali, né il rispetto delle norme internazionali.”
Oxfam inoltre per denunciare le cause della fame e i poteri che con le loro azioni contribuiscono a consolidare il problema inizia oggi una settimana di mobilitazioni: la "settimana Coltiva", un evento da seguire.
Per saperne di più: http://www.oxfamitalia.org/

In questi giorni (10 - 14 ottobre) si è anche svolta presso la Fao a Roma la discussione da parte del Committee on World Food Security (CFS) delle Linee Guida sul Governo dell’accesso alla terra, al territorio di pesca e delle foreste ed il 16 e il 17 ottobre si celebrerà la Giornata mondiale dell’Alimentazione.  C’è la consapevolezza, diffusa e forte, della necessità di dotarsi di strumenti validi per fermare il land grabbing, che vede anche importanti responsabilità di imprese e istituzioni italiane in molti Paesi in via di sviluppo. E’ urgente il tempo di grandi scelte che riguardano la terra e la sovranità alimentare di tutti gli abitanti del pianeta.

Oggi a Roma il tema del land grabbing sarà presente anche alla manifestazione degli "indignati". Sarà portato da AIAB e Via Campesina. Gli stessi organizzeranno il 20 ottobre una azione simbolica contro il land grabbing denominata "lunch grabbing".

Segnalo infine che la Fondazione di Banca Etica in collaborazione con Aiab, Banca Popolare Etica, Mag 2, Sefea e SCRET vuole dare una risposta anche economica al problema del controllo della produzione di cibo all'interno dei processi epocali che stiamo vivendo. Al via un bando per la creazione di uno strumento finanziario dedicato alla raccolta di denaro per l’acquisto di terreni da affidare ad agricoltori, singoli o organizzati, che intendano inequivocabilmente e durevolmente produrre cibo, in modo sano (agricoltura biologica) e connesso con il sistema di consumo vicinale, mantenendo la proprietà indivisa e vincolata nel tempo all’uso spiccatamente agricolo. Il bando di ricerca è aperto a laureati in giurisprudenza, agraria, economia, urbanistica o assimilate (con tesi di laurea e/o almeno un esame universitario in diritto agrario / proprietà fondiaria) che abbiano un’ottima conoscenza della lingua inglese. L’assegno di ricerca ammonta a 4mila euro e il progetto dovrà essere realizzato in 6 mesi non prorogabili. Il Bando scade il 31 dicembre 2011.
Il bando di Banca Etica: http://bit.ly/paIfDZ
Coltivare giustizia si può, fermiamo il land grabbing.

lunedì 26 settembre 2011

Al Pungiglione è ancora stagione di buoni frutti

Alla fattoria del Pungiglione è sempre stagione di buoni frutti. C'è terra buona e c'è un buon fertilizzante: la solidarietà.
Informazioni:
0187 80022
info@ilpungiglione.org
http://www.ilpungiglione.org/fattoria/home.php
Scarica la locandina in pdf

martedì 20 settembre 2011

Massa, Tutta un'altra città 2011

Villa Rinchiostra tuttaunaltracittà 2010
La seconda edizione della manifestazione “Tutta un'altra città in festa” si svolgerà il prossimo 24/25 Settembre a Massa presso la Villa della Rinchiostra. Fiera multi tematica promossa ed organizzata da una rete di associazioni e gruppi informali con tutte le realtà che trattano di altreconomia, stili di vita sostenibili, ambiente, legalità, partecipazione. Occasione di riflessione, luogo ideale per il confronto e la conoscenza di realtà alternative e praticabili, invito alla gestione responsabile dei beni comuni. La manifestazione sarà strutturata in un'area espositiva e in un calendario di appuntamenti culturali, approfondimenti, workshop, laboratori, momenti di animazione e spettacolo che metteranno al centro le tematiche e “le buone pratiche” della sostenibilità sociale, economica ed ambientale, attuabili in tutti i campi: dalla vita quotidiana alle relazioni sociali e interculturali, dal sistema economico all'amministrazione della cosa pubblica. All'interno di una cornice di festa sarà così possibile informarsi, sperimentare, acquistare, barattare e divertirsi.

Sabato pomeriggio, tavola rotonda:
“Dalla crisi globale alla rinascita locale”
con la partecipazione di
Andrea Baranes (Fondazione Culturale Responsabilità Etica)
Alessandro Volpi (Docente di Storia contemporanea, Geografia politica ed economia presso l’Università di Pisa e Assessore al Bilancio del Comune di Massa)
Massimo Ronchieri promotore di Banca Etica
Fulvia Mantovani del Pastificio Iris.


E' un'altra buona idea per il prossimo weekend.
http://www.zoes.it/it/content/evento/tutta-unaltra-citt-24-25-settembre-massa
http://www.comune.massa.ms.it/pagina/tutta-unaltra-citt%C3%A0-festa

giovedì 19 maggio 2011

I beni comuni quest'anno a Terra Futura

"A Firenze, a Firenze devi venire! Alla Fortezza da Basso per volare alto! Che se vuoi la sostenibilità domani mica puoi fare il sostenuto oggi! Oh ragazzi, non siam mica qui a dar via i beni comuni a un tanto al chilo!#masiampazzi? In che paese credi di vivere? A Terra Futura non starem mica lì a legare i cani con la salsiccia! Diamoci una mossa e tutti a Firenze." (anonimo)
Nel frattempo, leggi qui: http://www.terrafutura.info/
Dalla newsletter di Terra Futura:
Pace, legalità, diritto al cibo: beni comuni al centro di Terra Futura
Pace, diritti umani, legalità sono forse i beni comuni primari, ma anche quelli che trasversalmente condizionano tutti gli altri (da quelli ambientali a quelli sociali e culturali). Quando questi sono minacciati o scarseggiano, anche gli altri lo sono. Così, non è fuori luogo né esiziale la riflessione che a Terra Futura svolgeremo attorno a questa triade di beni comuni. E sarà, naturalmente, una discussione sul decennio che si chiude con l'uccisione di Osama Bin Laden e si era aperto con l'attentato terroristico alle Twin Towers di New York. Lungi da segnare la riscossa dell'Islam e delle sue genti, il terrorismo jihadista ha innescato l'escalation della violenza, lasciandoci in eredità due guerre sanguinose e il trionfo della cultura dell'unilateralismo, della paura e dello scontro di civiltà che proprio sui popoli dell'Islam ha scaricato i lutti maggiori.
Ma, alla fine del decennio, sta emergendo un'altra possibilità: le rivolte pacifiche – represse nel sangue – dei popoli del nord Africa in nome della democrazia, dei diritti civili contro ottuse dittature (per quanto colluse con molti leader occidentali).
Così abbiamo deciso di dedicare a scenari di pace e di sostenibilità la sessione finale della manifestazione, con testimonianze di protagonisti della rinascita africana e la proiezione del film “Soltanto il mare” girato a Lampedusa.
Inoltre, cruciale anche alle nostre latitudini e spesso sotto attacco, il bene comune della legalità: ne parleremo con magistrati, associazioni, scrittori, sindacalisti che ogni giorno – al sud come al nord di un paese unito anche in questo – resistono alla progressiva presa della comunità nelle sue articolazioni produttive e sociali da parte della criminalità organizzata.
Il diritto umano fondamentale di disporre di cibo sano per vivere sarà infine al centro di incontri sulla sovranità alimentare e sull'agricoltura, in un mondo nel quale proprio nelle più grandi aree agricole si concentrano la maggior parte del miliardo e duecento milioni di persone cui questo diritto è negato. Un tema caro a Vandana Shiva - da sempre ispiratrice e autorevole membro del Comitato consultivo dell’evento - che a Terra Futura presenterà l’apertura della sede italiana dell’Associazione Navdanya, importante e storica ong ambientalista indiana, di cui è presidente.
Terra Futura continua così ad alimentare il dibattito e le buone pratiche sui temi veri e profondi del futuro del pianeta.
A cura di Fondazione Culturale Responsabilità Etica

sabato 6 novembre 2010

Valori, etica e sostenibilità

Se in questi giorni disarmanti avete disperatamente bisogno di leggere qualcosa che dia senso e consistenza alle vostre speranze, se volete sapere di buone pratiche, se volete trasferire nelle scelte quotidiane la vostra ricerca di etica e sostenibilità, allora sedetevi comodi. Potreste anche rilassarvi preparando una tazza di tè equo "Altraqualità per Emergency", un giusto infuso. Toh, ne abbiamo fresco fresco in bottega! A questo punto vi consigliamo di sperimentare la lettura di una rivista dal forte gusto etico: Valori, mensile di economia sociale, finanza etica e sostenibilità. Un prezioso lavoro della Cooperativa Editoriale Etica, progetto promosso da Banca Etica. Una rivista che vi parlerà di economia con voce umana. Buona lettura e buona degustazione!
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giovedì 12 agosto 2010

Una sera con il presidente di Banca Etica


Un invito a "farsi domande" e soprattutto a "farsi domande di responsabilità": è questo il primo dei messaggi lasciati al pubblico, per nulla distratto dai rumori estivi del lungomare ieri sera a Viareggio, da Ugo Biggeri, neopresidente di Banca Etica, in un incontro organizzato dalla Caritas di Lucca con la partecipazione di Alessandro Volpi, storico ed economista. Perché la scommessa di un'altra economia è nel farsi domande di responsabilità oltre che nel valore delle relazioni. Chiedersi dove porta il mito della crescita ad ogni costo, chiedersi perché i governi hanno speso per la crisi finanziaria da 20 a 100 volte quello che sarebbe bastato a raggiungere gli otto Obiettivi del Millennio che tutti i 191 stati membri dell'ONU si sono impegnati a raggiungere per l'anno 2015 e che saranno falliti. Oggi Banca Etica è una risposta ormai consolidata in grado di dare e indicare a tutti risposte anche economiche a domande culturali profonde e diffuse. Con serenità e sicurezza Ugo Biggeri non ha eluso alcuna domanda. Una serata "redditizia",  grazie presidente!

Ascolta l'intervento di Ugo Biggeri: http://vimeo.com/14129316

giovedì 5 agosto 2010

Ascolta un buon libro in una sera d'estate

11/8Ultim'ora: L'incontro è rinviato a data da destinarsi e che comunicheremo non appena sarà ridefinita. 

Il gruppo di iniziativa territoriale dei soci di Banca Popolare Etica delle province di Lucca e Massa Carrara vi invita venerdì 13 agosto alle ore 21.15, in via Cavour 50 a Massa davanti alla Bottega dell'Associazione Mondo Solidale per una serata dedicata all’ascolto di brani tratti da "Il manuale del piccolo usuraio e del grande speculatore" di Tonino Perna (Ed. Terre di Mezzo, collana Altreconomia).
Le letture saranno eseguite dall'attrice Stefania De Mitri.

"Il manuale del piccolo usuraio e del grande speculatore"
L’antico e glorioso mestiere di usuraio rischia di sparire tra processi archiviati e prescrizioni. Ecco allora un manuale per imparare l’arte dell’usura sin da piccoli. Si comincia con le figurine, quando un compagno te ne chiede una che gli serve per completare l'album, fattene dare quattro in cambio. Alle medie scopri il valore del denaro, e della paghetta di papà. Alle superiori sei pronto per fare il passo decisivo, e diventare a tutti gli effetti usuraio o magari anche speculatori in Borsa. Un irriverente e caustico pamphlet, una denuncia senza attenuanti di una società fondata sul valore assoluto del denaro e sullo sfruttamento incondizionato del prossimo, che ha cancellato i valori fondamentali dell’amicizia e del dono della vita. Una società in cui le vittime dell’usura rimangono isolate e abbandonate al loro destino.
Tonino Perna insegna Sociologia economica all’Università di Messina. È autore di numerosi saggi, tra cui “Fair Trade”, primo testo teorico sul commercio equo. I proventi di questo libro verranno devoluti alle associazioni antiusura di Messina e Reggio Calabria

martedì 3 agosto 2010

Incontro con Ugo Biggeri a Viareggio

Mercoledì 11 Agosto 2010, alle ore 21, sulla terrazza del Principino del Lungomare di Viareggio,viale Marconi 130,
"LA SCOMMESSA DI UN'ALTRA ECONOMIA"
conversazione con con Ugo Biggeri, nuovo presidente di Banca Etica.
La serata è organizzata dalla Caritas Diocesana di Lucca per la rassegna Punto a capo 2010, festival degli stili di vita e della sobrietà, quest'anno dedicato al vivere con lentezza.
Il GIT della circoscrizione soci di Banca Etica di Lucca-Massa Carrara sarà presente alla serata.

Il programma completo della rassegna

martedì 20 luglio 2010

Un'altra bella giornata

“Ai Chiosi e' il più bel posto in cui abbiamo presentato"Ho sognato una banca". Questo l’incipit del racconto di Mauro Meggiolaro che domenica scorsa per oltre un’ora e mezza ci ha trasportati nella storia, nella attualità e infine nelle speranze per il futuro di Banca Etica. Aneddoti, storie incredibili e personaggi di un’avventura che rappresenta la concretizzazione di un’utopia transitata per la partecipazione, la tessitura di una rete sociale, lo sguardo all’orizzonte europeo, l’attenzione alla sostenibilità. S’avvicina il giorno in cui un banchiere ambulante (così si definiscono i promotori di Banca Etica) farà il suo giro nella città dei librai ambulanti.  E’ un sogno, un augurio, un impegno comune. Grazie, Mauro.