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giovedì 13 giugno 2013

Blogging Day #noslot per uscire da Azzardopoli

13 giugno, Blogging Day #noslot contro il gioco d'azzardo. L'iniziativa nasce da un appello promosso dal blog DonneViola , la blogger Sabrina Ancarola e dallo psicologo Simone Feder e da Vita.it.
Riportiamo l'informativa della ASl 1 di Massa Carrara in merito. Non è da oggi che Bottega Arcobaleno ha evidenziato il problema, anche a Pontremoli. Chi ha tempo può rileggersi il finale del nostro post del 2 marzo 2012. Intanto sempre più comuni aderiscono al “Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo”. Pontremoli, dove sei?

Azienda USL 1 di Massa e Carrara
Il gioco d'azzardo può dare dipendenza     
Cosa devi sapere
Il gioco d'azzardo patologico è un disturbo del comportamento che rientra nell'area delle cosiddette “Dipendenze senza sostanze”.  I giochi d'azzardo possono sembrare innocui ma in realtà non lo sono perché possono provocare una pericolosa dipendenza in tutte le fasce d'età.  I giochi d'azzardo sono quei giochi nei quali vengono investiti dei soldi e il cui risultato dipende dal caso e non dall'abilità del giocatore.
Alcuni tipi di giochi d'azzardo
Slot machine, lotterie, gratta e vinci, poker on line, scommesse sportive, bingo, giochi da casinò e casinò on line..
Come il gioco si trasforma in dipendenza
Il giocatore patologico sviluppa un legame sempre più forte con il gioco, trascura la famiglia, gli impegni lavorativi e la vita sociale. Aumenta progressivamente la frequenza delle giocate, il tempo passato a giocare e la somma spesa nel tentativo di recuperare le perdite, nella speranza di rifarsi.

Il gioco d'azzardo diventa un problema quando ad esempio:
·      si spende sempre più denaro e si trascorre sempre più tempo a giocare
·      si pensa di controllare il gioco senza riuscirci
·      si diventa irritabili quando non si gioca
·      si torna a giocare per recuperare le perdite dopo aver perso al gioco
·      si mente a familiari e amici
·      si possono commettere atti illeciti per procurarsi denaro.
Rispondi e scopri se hai problemi con il gioco d’azzardo
·      hai mai sentito l'impulso a giocare somme di denaro sempre più elevate?
     SI   NO

·      hai mai voluto tenere nascosta l'entità del tuo giocare alle persone che ti stanno più vicino?
     SI   NO

Se hai risposto positivamente ad almeno una di queste domande stai rischiando di avere problemi con il gioco.
Per avere informazioni sui servizi di cura contatta i seguenti servizi:
SERT Zona delle Apuane, via Democrazia 44 Massa tel. 0585 493918
SERT Zona della Lunigiana, via Barcara 1 Aulla tel. 0187 421675
*Informativa diretta ad evidenziare i rischi correlati al gioco e a segnalare la presenza sul territorio di servizi dedicati alla cura e al reinserimento sociale delle persone con patologie correlate al Gioco d’Azzardo Patologico (GAP).

Legge  8 novembre 2012, n. 189, art. 7 – comma 5.

giovedì 18 ottobre 2012

Uscire da Azzardopoli


Questa è la mappa di un’Italia inquietante. Questo è quel che c’è dietro i colori brillanti delle slot machine, dietro la leva che si abbassa, le ruote che girano, i colori che si appaiano quando programmati e i gettoni che  a volte scendono mentre l’adrenalina sale e spinge la mano armata di gettone nuovamente verso la fessura che attende.
E’ il dossier Azzardopoli, il paese del gioco d'azzardo, presentato a gennaio da  Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Azzardopoli, il paese dove quando il gioco si fa duro, le mafie iniziano a giocare. Fotografa con storie e numeri una vera calamità economica, sociale e criminale: 10 miliardi di giro d’affari illegale, 41 clan seduti al tavolo verde, 10 Procure Direzioni Distrettuali Antimafia che hanno fatto indagini, 800000 persone dipendenti da gioco d’azzardo e 2 milioni a rischio.
C’è anche Pontremoli in quella cartina. Lo avevamo rilevato già in un’altra incresciosa occasione, quando dal palazzo comunale usciva una delibera d’urgenza nel tentativo – giustamente fallito – di chiudere la bottega del kebab, mentre nessun veto veniva opposto alla nuova bottega del gioco d’azzardo.
Oggi il clima sta cambiando a livello nazionale e, come sembra, anche a quello locale. Gli allarmi e gli appelli a limitare il gioco d’azzardo sono ormai diffusi e trasversali.
Da Famiglia Cristiana a Libera, da CL all'ARCI, ognuno con differenze di sensibilità culturali: c’è chi si preoccupa del danno alla famiglia, chi rileva il danno sociale ed il deterioramento etico. Il contrasto alla diffusione del gioco d'azzardo timidamente mobilita anche il Ministero della Salute e pure quello dell'Economia. Ricordate negli anni '90 il coro di apologeti della finanza creativa che proponeva l'apertura di casinò e sale bingo in ogni angolo di questo paese? Il miraggio del facile arricchimento affascinava le persone, le famiglie e persino le amministrazioni pubbliche. La crisi sta ora facendo riprendere il contatto con la terra e con la realtà gli illusi del "tanto è un gioco". Dietro il gioco c'è una realtà inquietante e pericolosa, per le persone, per le famiglie, per la società. Il gioco si è fatto duro, è ora di uscire da Azzardopoli.

Un’istruttiva rassegna stampa è a questo link di Libera.

lunedì 15 ottobre 2012

No Slot


(*)
Bottega Arcobaleno aderisce alla campagna "No Slot" lanciata dalla  rivista Vita insieme alla Casa del Giovane di Pavia. Aderiamo dunque al manifesto (in allegato) che vuole mobilitare associazioni e persone attorno a una delle vere emergenze sociali di questi tempi: il dilagare dell’azzardo che impoverisce le famiglie. «Il gioco» recita il Manifesto, «è attività per definizione libera, ma regolata. Il rispetto di norme puramente procedurali e formali, pur mantenendosi nella lettera della legge, ne contraddice lo spirito. Dobbiamo intervenire affinché non sia più possibile alzare la bandiera bianca dell’indifferenza dinanzi a un fenomeno che rischia di erodere i più elementari legami di comunità: fiducia, solidarietà, rispetto». Intanto mentre chiudono i negozi tradizionali, è boom di aperture dei locali dove è possibile giocare, mentre anche i circoli Arci stanno studiando una strategia per difendersi dall'attacco delle macchinette dell'azzardo.

Dal dossier di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie ha presentato il dossier "Azzardopoli": 
"L'Italia è un paese dove si spendono circa 1260 euro pro capite, neonati compresi, per tentare la fortuna che possa cambiare la vita tra videopoker, slot-machine, gratta e vinci, sale bingo. E dove si stimano 800mila persone dipendenti da gioco d'azzardo e quasi due milioni di giocatori a rischio. Un fatturato legale stimato in 76,1 miliardi di euro, a cui si devono aggiungere, mantenendoci prudenti, i dieci miliardi di quello illegale. E' "la terza impresa" italiana, l'unica con un bilancio sempre in attivo e che non risente della crisi che colpisce il nostro paese."
Anche a Pontremoli la ludopatia è una dipendenza diffusa che devasta i rapporti famigliari, prosciuga i risparmi, spezza gli affetti, tra i giovani come tra gli adulti.
Non più un euro nelle fessure di quelle macchinette dai colori seducenti e insidiosi. Il gioco si è fatto duro, è ora di lasciare le sale.

E' possibile aderire al manifesto inviando una mail a vita@vita.it con nome e cognome scrivendo: "Io aderisco al Manifesto No Slot"
Link: Il Manifesto No Slot
(*)Il marchio "Questo è un locale No Slot: apprezzalo" è una iniziativa di Marino Pederiva.