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giovedì 5 maggio 2016

Lavori in corso

Lavori in corso, all'opera "mediatori, costruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiera"... (cit.).
Condividete, la solidarietà non rincorre copyright.

mercoledì 27 aprile 2016

Inizio cantiere

E nato un nuovo cantiere per la pace. Una rete di soggetti sociali diversi ma uniti per fare concretamente argine al ritorno del razzismo, della xenofobia, uscendo dalla mobilitazione sull'emergenza per costruire e radicare una cultura di pace, per raccontare meglio ai nostri concittadini le esperienze di accoglienza che già le varie associazioni stanno sostenendo, per ascoltare tutte le domande e smontare tutte le paure che, ingigantite ad arte, si sposano con sentimenti di odio. Poiché, come diceva Alexander Langer: "La convivenza plurietnica, pluriculturale, plurireligiosa, plurilingue, plurinazionale appartiene appartiene e sempre di più apparterrà alla normalità e non all'eccezione." Da qui sosteneva "l'importanza di mediatori, costruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiera". Da qui l'adesione di Bottega Arcobaleno.
 .
Questo il comunicato, che pubblichiamo integralmente:

In Lunigiana nasce il “Cantiere per la Pace” Associazioni in rete per favorire l’accoglienza e la difesa dei diritti universali.
I primi eventi pubblici in programma nel mese di maggio.
Villafranca, 23 aprile 2016 - In un contesto di crisi globale, flussi migratori e profondi mutamenti, le comunità locali si trovano ad affrontare difficoltà legate alla disgregazione di equilibri e relazioni sociali: dinamiche conflittuali e sentimenti di paura rischiando di sfociare in atteggiamenti razzisti o di chiusura e sulla “paura del diverso” e sulla “difesa del benessere individuale” vengono giustificate politiche di guerra, a scapito della sopravvivenza di interi popoli.
Per contrastare queste tendenze in atto anche in Lunigiana nasce il “Cantiere per la Pace”: una rete locale di associazioni, istituzioni e individui che hanno deciso di collaborare per offrire proposte concrete capaci di favorire relazioni di pace, pratiche di accoglienza e difesa dei diritti universali, attraverso iniziative inter-culturali ed eventi di informazione e formazione.
Al Cantiere hanno aderito fino ad ora Arci Babel – La casa dei popoli, Arci Mismosol, ArciTorrano Cultura e Solidarietà, Associazione “Pietro Ravera” Onlus, Bottega Arcobaleno, Centro Culturale Seminario Vescovile, Gruppi scout AGESCI Pontremoli 1 e 2, OpenPontremoli, Cittadini per Pontremoli, Centro giovanile Mons.G.Sismondo, Istituto penitenziario minorile Pontremoli. La partecipazione, ovviamente, è aperta a tutte le associazioni che condividono i valori fondanti della Cantiere.
In particolar modo il Cantiere per la Pace rivolge la sua attenzione alle nuove generazioni, promuovendo un’educazione alla cittadinanza, che include occasioni di conoscenza con i nuovi cittadini, tra vecchie e nuove generazioni e la partecipazione ad azioni di solidarietà nei confronti dei soggetti più deboli.
Con questi obbiettivi è già stato definito per il mese di Maggio un calendario di appuntamenti:
• il 7 maggio, presso il seminario di Pontremoli: festa interculturale aperta a tutti i cittadini;
• il 15 maggio: torneo di calcio antirazzista;
• il 27 maggio: un incontro di informazione e formazione (in corso di definizione) sul tema dell’accoglienza in Lunigiana.
A queste prime iniziative ha già aderito il Liceo Malaspina di Pontremoli, che da tempo ha avviato progetti sperimentali di ricerca in collaborazione con le associazioni ora riunitesi nell’ambito del Cantiere per la Pace, sul tema delle migrazioni e dei processi di integrazione, contribuendo attivamente alla creazione di iniziative sul territorio.
Dando continuità a queste azioni, il Cantiere desidera soprattutto consolidare i rapporti con le scuole superiori del territorio, per coinvolgere gli studenti e i richiedenti asilo presenti in queste zone in azioni volte a favorire la reciproca conoscenza e il reciproco sostegno.

Per ulteriori informazioni e per partecipare e supportare le iniziative del cantiere rivolgersi al seguente indirizzo e-mail: cantiereperlapace.pontremoli@gmail.com

domenica 13 settembre 2015

Eppur si muove



"Il sole va e viene ma non importa, le marce non hanno bisogno delle carezze del tempo.
Ci si toglie le scarpe e si innalzano gli striscioni e i cartelli, gli zaini sulle spalle fanno meno peso di tanti pensieri, mentre è sabato e il pomeriggio si avvia ad arrivare alla metà. È settembre e non fa ancora freddo, Pontremoli è lontano dall’Ungheria ma è vicino a chi corre attraverso le frontiere per salvarsi." 
E' l'inizio del racconto della marcia "delle donne e degli uomini scalzi" di ieri pomeriggio a Pontremoli scritto per l'Eco della Lunigiana da Diego Remaggi. 
E' stato davvero un buon pomeriggio per Pontremoli e la Lunigiana. Grazie a tutti.
Link:
http://ecodellalunigiana.it/la-marcia-delle-donne-e-degli-uomini-scalzi-inonda-pontremoli


martedì 8 settembre 2015

Anche a Pontremoli la "Marcia delle donne e degli uomini scalzi"

Aderiamo alla marcia e diffondiamo l'appello a chiedere con forza i primi tre necessari cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali:
1. certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature
2. accoglienza degna e rispettosa per tutti
3. chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti
4. Creare un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino
Perché la storia appartenga alle donne e agli uomini scalzi e al nostro camminare insieme.

Comunicato stampa Arci Babel: “Invitiamo cittadini e associazioni a scegliere da che parte stare e togliersi le scarpe insieme a noi”

Pontremoli, 08 settembre 2015 – A piedi nudi per le vie del centro di Pontremoli  per affermare con forza da che parte stiamo: dalle parte di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere.  Arci Babel - La Casa dei Popoli  accoglie l’appello lanciato da personalità del mondo dello spettacolo, della cultura e del giornalismo in occasione della Mostra del Cinema di Venezia e  promuove anche a Pontremoli la “Marcia delle donne e degli uomini scalzi”.
L’invito per cittadini e associazioni del territorio è a togliere le scarpe e a camminare insieme per esprimere solidarietà verso le migliaia di persone che migrano in cerca di una  vita migliore.

L’appuntamento è per Sabato 12 settembre alle ore 15.00 in Piazza Italia.
Il percorso della marcia partirà da Piazza Italia, per proseguire lungo via Roma, Via Pietro Bologna, via Ricci Armani, Piazza della Repubblica, Piazza Duomo e concludersi in Piazzetta San Geminiano.
Sarà una manifestazione silenziosa, per partecipare sarà necessario soltanto togliersi le scarpe.

L’evento di Pontremoli si aggiungerà alle decine di manifestazioni che, sull’esempio della Marcia di Venezia, stanno nascendo in tutta Italia per iniziativa spontanea dell’associazionismo o di semplici cittadini: una Nazione che si mette in cammino per dare il via – questo è l’auspicio – a un grande cammino di civiltà. Un cammino che, nell’immediato, questo l’appello dei promotori a livello nazionale e dei manifestanti che l’hanno accolto, deve prevedere una necessaria revisione delle politiche migratorie europee e globali: certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature, accoglienza degna e rispettosa per tutti , chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti, creazione di un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino.
“Invitiamo tutti i pontremolesi a mettersi in marcia  - commenta il Presidente di Arci Babel, Leonardo Filippi - per dire con forza tutti insieme che stiamo dalla parte degli uomini scalzi, di chi ha dovuto abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei propri cari su una barca o un tir per spingersi, per usare le parole dei promotori, verso un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno. Siamo convinti che non sia ne’ giusto, ne’ pensabile fermare chi scappa dalle ingiustizie o dalla guerra, aiutarli significa invece ripudiare le guerre e lottare contro quelle ingiustizie. Siamo certi che Pontremoli risponderà alla nostra proposta con un grande partecipazione e invitiamo le tante associazioni che arricchiscono il nostro territorio a mettersi in cammino con noi”.

www.donneuominiscalzi.blogspot.it






venerdì 4 settembre 2015

La bottega riparte


Il restauro è terminato e ringraziamo tutti i soci e i volontari che hanno dato il loro tempo e le loro braccia. Il viaggio della Bottega Arcobaleno riprende.

sabato 14 febbraio 2015

Il Consiglio Comunale di Pontremoli per il soccorso e l'accoglienza ai profughi.


Questo è il testo dell'Ordine del Giorno che nel tardo pomeriggio di ieri è stato approvato dal Consiglio Comunale di Pontremoli. Presentato da Paolo Bissoli, discusso a fine seduta da un’Assemblea distratta e stanca, stemperato dalla maggioranza e infine approvato all'unanimità (astenuto il presidente del Consiglio Comunale).

"Il Consiglio Comunale di Pontremoli, riunito il 13 febbraio 2015 a poche ore dall'ennesima tragedia che si è consumata nel Mar Mediterraneo tra le coste italiane e quelle del Nord Africa, fa propri i sentimenti di profonda commozione per la morte di tanti innocenti, comprese donne e bambini, che verso l’Europa cercavano un’opportunità di accoglienza e futuro per sfuggire a guerre e persecuzioni e a condizioni di miseria e sottosviluppo inaccettabili nel mondo del Terzo Millennio.

Questa Assemblea ritiene che non si possano accettare le morti in massa di centinaia di esseri umani da derubricare come notizie da cronaca nera destinate a scomparire nel volgere di poche ore non appena girata pagina o cambiato canale televisivo.

Riteniamo che anche le iniziative che partano dalle singole comunità locali come quella pontremolese possano essere utili occasioni di riflessione a livello più generale affinché si mettano in atto provvedimenti davvero efficaci per interrompere le stragi del mare, per superare l’emergenza e per affrontare finalmente in modo strutturale il problema dell’accoglienza dei profughi e dell’immigrazione.

In questi mesi i viaggi della speranza non si sono certamente fermati e i profughi continuano a partire dal Sud del mondo in quel moderno traffico di esseri umani attuato da trafficanti senza scrupoli, traffico che spesso si conclude in tragedie inaccettabili.
L’attuale sistema ha dimostrato un’assoluta inefficacia, con l’inammissibile aggravante dei profughi morti di freddo durante il viaggio verso le coste italiane quando già erano stati soccorsi e ospitati sul ponte delle imbarcazioni di soccorso evidentemente inadeguate allo scopo.

Il Consiglio Comunale di Pontremoli, ricordando tempi nei quali i nostri connazionali hanno trovato in altri Paesi rifugio dalle persecuzioni politiche e accoglienza per prospettive di vita negate dalle condizioni socioeconomiche locali, sostiene la necessità che venga attivato dall'Unione Europea un programma idoneo a prestare soccorso ai profughi realizzando subito un sistema europeo per consentire la distribuzione in tutti i Paesi dell'UE con ingressi regolari e controllati per motivi umanitari scongiurando il pericolo di vita per chi affronta il viaggio così come avviene da tempo e perdura ancora oggi, oltre che attivare politiche veramente efficaci nei Paesi di provenienza.

Il Consiglio Comunale di Pontremoli sostiene l’idea lanciata dalla Comunità di Sant’Egidio per una raccolta di fondi avviata a livello nazionale per contribuire a sostenere tale nuovo programma e la sostiene concretamente deliberando di destinare a tale iniziativa i gettoni di presenza di questa seduta dei Consiglieri Comunali e una quota di pari importo da prelevarsi dalle indennità di Sindaco e Assessori."

domenica 14 settembre 2014

Un appello al Sindaco di Pontremoli, con testa e cuore

Dopo la delibera sull'accattonaggio a Pontremoli un gruppo di cittadini ha scritto "con testa e cuore" questo appello. Merita di essere condiviso e diffuso.

Appello per evitare di essere posti ai margini della storia
(Le sottoscrizioni saranno consegnate al Sindaco: Professoressa Lucia Baracchini)

Alle persone che come noi abitano il pianeta Terra quando muovono i loro passi su quelle che riteniamo essere le nostre Regioni ed i nostri Stati noi diciamo che loro sono clandestini.
Ma se siamo tutti sullo stesso pianeta, come possono loro essere clandestini?
Quando noi andiamo nelle loro terre siamo turisti e non clandestini!
La maggior parte degli abitanti delle terre che si ritengono evolute, da secoli gira il mondo ed il più delle volte in passato lo ha colonizzato e lo colonizza ancora oggi, anche se usa forme e metodi diversi rispetto a ieri; noi esportiamo la democrazia, diamo corso ad interventi umanitari … però siamo sempre più armati e contestati dalle popolazioni che ci ricevono e ci ospitano.
Quando invece da noi arrivano cittadini del sud del mondo, vengono guardati con sospetto o peggio ancora ghettizzati e sfruttati.
Quanti “Poveri Cristi” sono oggi vicino a noi ? Oggi pretendiamo che da soli debbano scendere dalla croce delle loro necessità e dei loro bisogni; ma come possiamo negare loro il nostro aiuto?! Non fosse altro perché siamo tutti figli di questa Terra.
Noi oggi, nel nostro piccolo orticello, abbiamo ORDINATO: “E’ vietata l’attività di accattonaggio e mendicità, ancorché non moleste o minacciose …”
Noi oggi stiamo cercando di nascondere il “Povero Cristo”, ma forse stiamo cercando di nascondere LUI per allontanare la povertà, perché la povertà e la sofferenza sono fastidiose e creano disagio; se non ci fosse la povertà non esisterebbero i ricchi ed i potenti.
Noi oggi abbiamo stabilito che queste persone disturbano la nostra vista e la nostra coscienza…
Viviamo la realtà quotidiana dove evasori fiscali, indagati, condannati, corrotti, corruttori, incapaci che amministrano e governano circolano liberamente per vie, piazze e mercati di ogni tipo ed a volte dettano scelte di vita vincolanti per i comuni cittadini; perché queste persone non disturbano la nostra vista e la nostra coscienza?
Rivolgiamo dunque un appello all’Amministrazione Comunale
affinché ritiri l’ordinanza n° 113/2014 del 03 settembre 2014 ad oggetto: “divieto di accattonaggio nel capoluogo” perché riteniamo che sia un’espressione di disprezzo della dignità dell’individuo che non trova giustificazione né umana né tantomeno cristiana.
A tutti i Cittadini chiediamo:
Ø      di evitare di farsi assalire dalla sfiducia non limitandosi alla facile mormorazione, ma assumendosi la responsabilità di una scelta;
Ø      di firmare questo appello per partecipare alla costruzione di una storia positiva, prendendo le distanze da quella parte di mondo stordito dall’apparenza e adagiato su quella cultura che conosce il prezzo di ogni cosa, ma purtroppo non il valore e la dignità dell’individuo.
Bola Ubaldo, Bucchioni Elena, Donelli Roberta, Ferrari Simona,
Foglianisi Enzo, Gussoni Walter, Schiavi Romano


Chi intende aderire a questo appello scriva la propria “firma” (nome e cognome, luogo e data di nascita) al seguente indirizzo mail: perunaconvivenzasolidale@gmail.com

domenica 6 aprile 2014

Nel frattempo un'altra Lunigiana è sul web


Nel frattempo, e le cose pregevoli spesso hanno inizio nel frattempo, un'altra Lunigiana ha fatto il suo ingresso sul web.
Sprar Lunigiana, un progetto di accoglienza integrata per richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o umanitaria in Lunigiana che si colloca all’interno dello SPRAR.
Sprar Lunigiana, un progetto di accoglienza integrata per richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o umanitaria in Lunigiana che si colloca all’interno dello SPRAR.  Il problema, superate le strumentalizzazioni del passato, non è il sì o no all’accoglienza, ma il come gestire ogni passo dell’accoglienza, inserendo man mano i migranti nel tessuto sociale assicurando condizioni dignitose a tutti i richiedenti asilo. 
Auguriamo buon lavoro a tutti i volontari delle tante associazioni - ed è con loro anche Bottega Arcobaleno - che hanno aderito al progetto. 

E nel frattempo è sul web anche il sito ufficiale del circolo Arci Babel La casa dei popoli.  Un circolo con un'ambiziosa carta d'intenti che tratta di  cultura, rispetto,  solidarietà, democrazia, multiculturalità, inclusione, giustizia, diritti,confronto, ed altro ancora. Buon cammino arcibabel.it!

Intanto prendete nota dell'appuntamento che arcibabel ci ricorda per il 12 aprile:  "10 cose che non vi hanno raccontato sulla crisidell’economia italiana" con Marco Veronese Passerella, ricercatore presso l’Economics Division della Business School.


http://sprarlunigiana.blogspot.it
http://www.arcibabel.it



venerdì 28 giugno 2013

La "terrazza dei diritti" proposta Arci Babel per Pontremoli


Questa la lettera/proposta di Arci Babel a Pontremoli. E' lunga e mettetevi comodi, ne vale la pena. Bottega Arcobaleno aderisce alla proposta, e voi? 
Pontremoli, 15 giugno 2013                                                                     
Al sindaco, ai singoli Consiglieri.
  Gentile Consigliere,
con la presente vorremmo presentarle un'iniziativa a cui abbiamo lavorato, che si innesta nel solco tracciato da un ordine del giorno approvato all'unanimità dal Consiglio, fiduciosi nella Sua disponibilità a proporla in votazione nel prossimo dibattito consiliare.
 Le confessiamo che la nostra reazione all'ordine del giorno che mostrava solidarietà ai due marò e disponeva l'affissione di uno striscione con la dicitura "Riportiamo a casa i nostri marò. Rispettiamo il diritto internazionale." è stata duplice e contrastata. Da un lato ci siamo rammaricati per il fatto che dalla terrazza comunale sarebbero apparse parole quantomeno stonate, le quali lasciavano intendere che il "diritto internazionale" fosse chiaro nello stabilire che i soldati dovessero essere processati in Italia. In realtà la situazione era e rimane più complessa, e lo ha ribadito con chiarezza la Corte Suprema di Nuova Delhi il 18 Gennaio, quando, sulla base di prove accettate da accusa e difesa italiana, ha emesso una sentenza dove ha riepilogato il complesso quadro normativo. Queste nostre perplessità, come forse saprà, sono state riportate anche dalla stampa locale.
Però, da un altro punto di vista, abbiamo accolto l'iniziativa con sincera felicità ed entusiasmo, orgogliosi per come il nostro comune, all'unanimità, non abbia esitato un istante a riaffermare con forza il diritto internazionale, di fronte a questioni distanti da quelle legate strettamente al territorio locale, nelle quali questo diritto sarebbe stato negato.

Vorremmo dunque offrire il nostro contributo per rilanciare Pontremoli come città garante dei diritti internazionali negati, proponendo di affrontare un altro tema, di cui ci occupiamo sin dalla fondazione del nostro circolo.
Il tema è quello del dramma dei respingimenti e delle pratiche irregolari di rimpatrio. La questione raggiunse le prime pagine dei giornali nel Febbraio 2012, quando la Corte europea per i diritti dell'uomo condannò l'Italia per i respingimenti in alto mare del 6 maggio 2009 di 11 somali e 13 eritrei, effettuati in virtù degli accordi Italia-Libia ratificati nello stesso 2009 dall'87% del parlamento. I respinti totali, quel giorno, furono circa 200, che si sommarono ad un totale stimato di 2000 respinti durante gli anni precedenti alla guerra civile in Libia.

La Corte ha giudicato che l'Italia stava esercitando la sua giurisdizione quando trasferì su una nave le persone intercettate respingendole verso la Libia. All'unanimità, ha stabilito che l'Italia violò l'articolo 3 della Convenzione europea sui Diritti dell'Uomo (sulla proibizione di tortura e di trattamenti disumani e degradanti) poiché i ricorrenti furono esposti al rischio di essere sottoposti a maltrattamenti in Libia e di essere rimpatriati in Somalia ed Eritrea, l'articolo 4 del Quarto Protocollo (sul divieto di espulsioni collettive) e l'articolo 13 (sul diritto a un rimedio efficace).
 Mentre il diritto internazionale, sulla vicenda dei due marò, si presta quantomeno a molteplici interpretazioni, in questo caso l'illegittimità è dunque accertata. 

Inoltre Arci Babel, ci tiene a ribadirlo, per i valori coi quali porta avanti il proprio cammino, non auspica per nessuno la pena detentiva, nella convinzione forte che la rieducazione e il rispetto dell'essere umano siano troppo più importanti della mera detenzione in una cella. Per questo ci siamo sinceramente rallegrati del fatto che il sottosegretario Staffan De Mistura si sia adoperato in prima persona per evitare il carcere ai due soldati fotografati sullo striscione. Le migliaia di respinti verso la Libia, però, non vennero trattenute in alberghi lussuosi al loro rientro al paese di partenza, bensì, molto spesso, in carceri simili a lager, dove sono stati testimoniati stupri e torture disumane, rischiando ed affrontando spesso quella "pena di morte" che invece è, fortunatamente, negata ai due marò, visto che la Corte Speciale che sta per essere istituita a Nuova Delhi potrà irrogare, per il reato loro contestato, una pena massima di 7 anni (la quale, in virtù di accordi bilaterali India-Italia stipulati a dicembre, verrebbe peraltro scontata in Italia).

Dieci respinti in maniera illegale durante quel 6 Maggio tentarono un secondo viaggio, alcuni mesi dopo. Solo due, dopo 14 giorni di viaggio in condizioni disumane, riuscirono a raggiungere per la seconda volta il suolo italiano. Gli altri otto persero la vita, insieme ad altri 57 migranti, nel mar Mediterraneo.
 Ma la nostra attenzione non vuole posarsi su una vicenda ormai conclusa. Il fatto molto sconcertante e forse poco raccontato dai media è che queste pratiche irregolari sono tutt'oggi all'ordine del giorno. Citiamo qua solo alcuni casi, tra i più eclatanti e inequivocabili nel loro profilo di illegittimità.

26 marzo 2013: 86 egiziani sbarcano nella baia Arcile di Brucoli (SR). Dopo essere stati rintracciati dalle forze di polizia, sono stati condotti in un centro di detenzione informale per le prime operazioni di identificazione. La notizia dello sbarco di Brucoli è stata diffusa solo il giorno successivo, dopo che nella notte, a quanto risulta, 35 migranti erano stati già rimpatriati in Egitto, grazie agli accordi di riammissione stipulati nel 2007 e perfezionati da Maroni ai tempi di Mubarak, accordi che consentono alle forze di polizia, grazie alla collaborazione degli agenti consolari egiziani, riconoscimenti sommari, e respingimenti collettivi, entrambi severamente proibiti dal quadro legale internazionale. Non risulta che i migranti rimpatriati in Egitto abbiano potuto incontrare i rappresentanti della missione PRAESIDIUM, che vede da anni l’OIM, l’ACNUR, la Croce Rossa e Save The Children in un rapporto di convenzione con il ministero dell’interno per fornire informazioni ai migranti subito dopo l’ingresso nel territorio nazionale, anche al fine di individuare soggetti vulnerabili e prestare assistenza ai potenziali richiedenti asilo.

30 aprile 2013: 78 migranti, una quarantina dei quali minorenni, sono stati soccorsi nella notte da due unità navali della Guardia costiera. Secondo quanto riferito dal luogotenente Bosco, capo della sala operativa della capitaneria di Siracusa, tutti i migranti, sia i minori che i maggiorenni in buone condizioni di salute, sono stati condotti presso l’istituto Umberto primo di Siracusa, definito “un centro di accoglienza”. Delle quasi 80 persone soccorse "alcune sono state ricoverate presso l’ospedale civile di Siracusa, mentre altre attenzionate in quanto disidratate e spossate", come riferito dal luogotenente. Dopo qualche giorno, di notte, molti degli immigrati presenti in questo "centro di accoglienza" sono stati portati all’aeroporto di Catania. Ad ogni persona sarebbe corrisposto un poliziotto in borghese che li avrebbe accompagnati in manette sull’aereo per Roma. All’arrivo a Roma alcuni di loro sarebbero stati presi in consegna dalla polizia e trasferiti su un altro aereo poi decollato per la Siria. Senza che a nessuno fosse consentito chiedere asilo o avvalersi della difesa di un avvocato, rispediti indietro come pacchi, esattamente come l’Italia aveva respinto verso la Libia nel 2009 i migranti che poi avevano fatto ricorso alla Corte Europea di Strasburgo.

Quel giorno, l’AltoCommissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, l’OrganizzazioneInternazionale per le Migrazioni e Save the Children dichiaravano: “come già accaduto più volte, anche oggi alle organizzazioni è stato negato l’accesso ai 78 migranti egiziani sbarcati a Siracusa, tra cui 25 minori non accompagnati." Le organizzazioni, così come stabilito anche dalla convenzione con il Ministerodell’Interno, avevano richiesto di poter incontrare i migranti a conclusione delle ordinarie operazioni da parte delle forze dell’ordine e prima che fossero adottati provvedimenti sul loro status giuridico ed eventuali misure di allontanamento dal territorio italiano. Secondo lo stesso comunicato “dall’inizio dell’anno sono stati centinaia i migranti egiziani e tunisini rimpatriati senza avere avuto la possibilità di entrare in contatto con le Organizzazioni umanitarie, che svolgono un’importante attività di tutela nei confronti di persone bisognose di protezione tra cui rifugiati, vittime di tratta e minori non accompagnati."

Queste prassi infrangono le prescrizioni vincolanti in materia di respingimento e trattenimento amministrativo, dettate dal Regolamento Frontiere Schengen, (n. 562 del 2006) che impone formalità e garanzie precise per tutti i casi di respingimento; dalla Direttiva sui rimpatri 2008/115/Ce, secondo cui il trattenimento amministrativo si può verificare solo all’interno dei Cie con precise garanzie procedurali; dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, che all’Art. 19 vieta espressamente le espulsioni ed i respingimenti collettivi. Per non parlare della Costituzione italiana continuamente tradita nella violazione degli Articoli 13 e 24 che stabiliscono l’obbligo della convalida giurisdizionale del trattenimento amministrativo ed il diritto ad un ricorso effettivo per tutti, dunque anche per gli immigrati irregolari, come ribadito dall’Art. 13 della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell’Uomo, già citata in precedenza.

Inoltre, vorremmo ricordare come, solo pochi giorni fa, la Santa Sede si sia espressa con parole estremamente dure nei confronti di queste prassi illegittime ed ignobili, mediante il documento del Pontificio consiglio per i migranti presentato dal cardinale Vegliò, intitolato “Accogliere Cristo nei rifugiati e nelle persone forzatamente sradicate". La Santa Sede ribadisce che i rifugiati “non possono perdere i loro diritti, neanche quando siano stati privati della cittadinanza del proprio Paese”. Per questo, anche se gli Stati hanno il diritto di “adottare misure contro l'immigrazione irregolare”, lo devono fare “con il dovuto rispetto per i diritti umani di tutti”, come disposto dalle norme internazionali vigenti.

In definitiva, la terrazza del palazzo comunale è molto spaziosa. Non vediamo perché non farla diventare una vera e propria "Terrazza dei Diritti". Sarebbe un bel modo con cui Pontremoli si presenterebbe nel territorio: cittadina patrona della cultura, del libro e dei diritti negati, dando finalmente un senso a quel cartello alle porte del paese che recita: "Pontremoli, città dell'accoglienza".

Per questo motivo vorremmo chiederle di proporre un ordine del giorno dove il comune esprima solidarietà alle vittime di respingimenti e pratiche irregolari di riconoscimento, che siano approdate sulla nostra terra in fuga da guerra o persecuzione, mettendo a repentaglio la loro vita; chieda con forza che venga rispettato il diritto internazionale;  si impegni ad esporre uno striscione dove vengono mostrati alcuni rifugiati e la dicitura: "Accogliamo chi fugge da guerra e persecuzione. Rispettiamo il diritto internazionale.", finanziato con una raccolta fondi privata.

Nella certezza di trovare in Lei un ambasciatore di questa proposta, in modo tale da poter convocare
il prossimo consiglio con questo ordine del giorno in votazione, porgiamo cordiali saluti e rimaniamo in attesa di una Sua gentile risposta.  Il presidente Maurizio Rossi.

Arci Babel on Facebook

ps: aggiornamento 29 luglio 2013, l'odg in consiglio comunale sulla è stato RESPINTO con 2 favorevoli (Bissoli, Cozzalupi) 7 contrari 3 astenuti




giovedì 11 aprile 2013

"Achtung! Banditen" 20 aprile Arpiola di Mulazzo

"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione." (Piero Calamandrei)

Musica, buone letture, reading, per un altro #25aprile. Perché sia #25aprile tutto l'anno. Non più a Pontremoli come inizialmente previsto ma al palazzetto di Arpiola di Mulazzo sabato 20 aprile. Si inizia alle 17. Buona Liberazione a tutti!
Eccovi qualche link YouTube, giusto per un assaggio:

Las Karne Murta 

Graveyhard 


Passateparola!
E' un evento ArciBabel Pontremoli e ArciTorrano
e


giovedì 29 novembre 2012

Il vocabolario della convivenza


Sono iniziati oggi i corsi di italiano per stranieri a Pontremoli, a cura di Arci Babel ed ai quali collabora anche Bottega Arcobaleno. Intanto proseguono le iscrizioni ai corsi e si cercano volontari per le attività interculturali del circolo. Il dialogo tra le culture è una sorta di vaccinazione per la buona convivenza. Vogliamo scuole che producano anticorpi contro ogni razzismo. Ogni disparato linguaggio, ogni vocabolario siano usati come generatori di un ordine inedito di convivenza. Come dice Roberto Mancini in Idee Eretiche: "Un passaggio essenziale nella crescita della nostra consapevolezza sta nel convincersi che la tessitura della convivenza giusta non spetta solo all'ONU e agli Stati o in generale alle istituzioni pubbliche, ma, per quanto possibile, riguarda i cittadini come singoli e anche come gruppi, associazioni, comunità di vario genere."  Grazie dunque a tutti i volontari delle associazioni che rendono possibile tutto questo. 

lunedì 23 luglio 2012

Lettera da Barbiana alle maestre di Pontremoli

E' la lettera che Michele Gesualdi (responsabile della Fondazione Don Lorenzo Milani) ha inviato all'Istituto Tifoni di Pontremoli per le maestre. Credo anch'io che valga la pena di essere letta.


Firenze, 12 luglio 2012
Care maestre di Pontremoli,
            come ben sapete insegnante significa lasciare il segno: un segno positivo. Alle elementari un segno che il ragazzo utilizzerà per tutta la vita.  Tocca infatti a voi lo straordinario compito di squarciare il velo del buio e aprire gli occhi e la mente  a saper leggere e scrivere.
Con la decisione che  avete assunto di respingere quei cinque bambini in prima elementare avete invece lasciato un segno negativo: il marchio dei vinti, dei diversi, di coloro destinati a rimanere ai margini della società .
A sentire voi lo avete fatto “per il bene dei bambini” in realtà avete dato la prima spinta verso il baratro dell’esclusione.
Per voi la storia scorre invano. Quarantacinque anni fa arrivò la denuncia di Lettera a una professoressa contro la scuola selettiva e chiusa al cammino della umanità.  La scuola reagì positivamente  inserendo nella sua normativa la sollecitazione all'accoglienza, a saper riconoscere i saperi e i valori acquisiti dai ragazzi nella vita quotidiana e nell'esperienze maturate fuori dell’apprendimento dei contesti scolastici.
Tutto questo per voi non esiste. I ragazzi degli altri rappresentano numeri che si buttano via se i vostri conti non tornano. Però se fossero vostri figli avreste sicuramente un metodo diverso di valutazione  che vi avrebbero  portato a valorizzare più i bisogni e le ragioni dei ragazzi che non dei programmi.
Direte che vi siete trovate in contesti di classi difficile  complesse, con famiglie che non collaborano, con lo Stato che sta trasformando la scuola in “pollai” o aree di parcheggio e che con classi di  trenta ragazzi non è possibile insegnare. Tutte osservazioni giuste, ma non potete protestare contro lo Stato e la società ferendo ed emarginando bambini che andrebbero aiutati e incoraggiati. Così facendo  vi ponete non  come motore  ma come freno dei più deboli.
Altre sono le armi per mutare i difetti della scuola: sciopero, voto, manifestazioni, influire con la parola, coalizzarsi con altri insegnanti per realizzare il pomeriggio gratuitamente una scuola per i ragazzi che le famiglie non possono aiutare, che sia di esempio e da pungolo alla scuola tradizionale. Ribellatevi e resistete contro ogni atto che porta alla dequalificazione della scuola e della vostra professionalità, ma non ferite creature che si affacciano per la prima volta alla società attraverso la scuola e trovano anziché accoglienza abbandono e scacciata.
Create un fronte comune di opinione con quanti hanno a cuore il cambiamento della società, perché la scuola è il cuore della società; il suo malessere  è lo stesso della società ma la scuola e quindi gli insegnanti hanno il compito di camminare con un passo più avanti rispetto al resto della società.
Tocca agli insegnanti alzare lo sguardo verso orizzonti più alti prefigurarsi il futuro e formare il cittadino del domani. Occorre cioè saper coniugare la trasmissione della cultura del passato con quella del presente che aiuti il  ragazzo a capire la società in cui si trova affinché possa domani contribuire a mutarla secondo i valori fondamentali indicati dalla Costituzione la  quale riconosce l’eguaglianza fra tutti i cittadini e si impegna a rimuovere gli ostacoli che si frappongono all'esercizio dei diritti fondamentali della persona  umana, primo fra tutto il diritto all’ istruzione: Gli ostacoli si eliminano educando all'accoglienza e alla solidarietà col più debole. Ma tornando a voi, avete mai riflettuto sul fatto che i ragazzi che vengono fermati nella scuola dell’obbligo generalmente appartengono a famiglie più povere? Quelle famiglie che sono portatrici di una grande cultura che non appare mai perché estranea ai vostri programmi e perché  i poveri non scrivono libri, non fanno opinione sui media, non fanno conferenze, ma mandano avanti il mondo e sono portatori di una grande ricchezza:  la conoscenza della condizione umana che è fatta di povertà di molti, mentre la ricchezza è fuga di pochi dalla condizione mana.
Scacciare quindi dalla scuola fin dai primi anni i ragazzi delle famiglie più bisognose significa da parte della scuola attentare al futuro della condizione umana.
Avete poi riflettuto che la vostra decisione di fermare il 25 per cento dei bambini che vi erano stati affidati in prima elementare, rappresenta la prova vivente, non della vostra bravura, ma del  vostro fallimento professionale e quello della vostra scuola. Avete detto ai vostri  ragazzi e alle loro famiglie: “noi con voi non ce la facciamo, ci pensino altri”. Avete interrotto il dialogo e il  cammino con i loro compagni. Avete dimenticato che la scuola dell’obbligo è un diritto per tutti e di ciascuno. Una buona scuola non scaccia gli ultimi, ma li prende per mano e li porta a livello dei primi ed  insieme continua  il cammino scolastico.
Quindi con la decisione che avete preso  per ben due volte avete  esercitato nel peggiore dei  modi la vostra professionalità docente.

Noi oggi vi chiediamo di ripensarci e di cercare la strada per recuperare quei cinque bambini. Mancano diversi mesi alla riapertura dell’anno scolastico. In questi mesi dedicatevi a loro, fate loro scuola gratuitamente e colmate quei vuoti che non avete saputo colmare durante l’anno scolastico.
Dedicate le vostre vacanze a loro, recuperateli  e poi dormite serenamente fra quattro guanciali senza l’atroce dubbio di aver mandato in seconda elementare futuri architetti impreparati che progetteranno case che crolleranno perché è molto più probabile che la vita di quei ragazzi la troverete a impastare cemento per costruire palazzi che non abiteranno mai o a raccogliere lamponi e pomodori che arricchiranno le nostre mense.
Cordiali saluti.
Michele Gesualdi
Presidente della Fondazione don Lorenzo Milani

sabato 21 luglio 2012

Un pomeriggio di indignazione e di valori




Oggi pomeriggio ai Chiosi di Pontremoli con Andrea Baranes, Elisabetta Tramonto e Davide Tondani, per la presentazione di "Finanza per indignati" e della rivista "Valori". Il racconto della finanza casinò e delle sue complicità. Cosa c'è dietro lo spread.  Dopo l'indignazione, la presa di coscienza. Le possibili risposte a chi chiede "che fare?". Quante cose ci possono stare in un pomeriggio, tanto da lasciare la sera il giardino dei Chiosi più inquieti ma più consapevoli. Grazie a chi ha partecipato, con passione, con inquiete riflessioni, con speranze non rinunciate. E' stato davvero un buon pomeriggio.

lunedì 11 giugno 2012

La scuola deve essere difesa



Bocciati due bimbi italiani (tra cui un disabile) e tre stranieri. All’Istituto comprensivo «Giulio Tifoni» di Pontremoli questo è il risultato degli scrutini della prima elementare. E questa è una lettera – più di un legittimo sfogo - che una mamma ci ha inviato oggi. La pubblichiamo integralmente, sperando che la mobilitazione che si va diffondendo contro il sovraffollamento delle classi (le “classi-pollaio” di trenta alunni) serva a far riflettere ed a correggere le decisioni prima della prossima ripresa autunnale, quando sono previste altre, ancor più affollate, classi pollaio. Perché “la scuola deve essere difesa”.

E' giunto tempo d'estate, la fine della scuola e di questo passo scriveremo tutti SQUOLA.
La mia bambina mi chiede "sono stata promossa?" Sì tesoro, ma qualche tuo amico no.
Reazione normale "perché mamma i miei amici sono stati bocciati?"
Ti devo dire la verità Melissa? E tu mi guardi con quegli occhi che mi ricordano il gatto con gli stivali nel tuo cartone animato preferito...Mi dici"ma mamma, perché li hanno bocciati, avete fatto tante riunioni?!".
Hai ragione tesoro. Abbiamo fatto tante riunioni, abbiamo lottato insieme, un bel gruppo di persone che ha ottenuto una vittoria, abbiamo vinto un ricorso al Tar.
Sei stata fiera anche tu, l'altra sera abbiamo fatto una bella festa con tanti genitori e bambini. 
Ma la nostra corsa l'abbiamo traguardata troppo tardi.
Scusateci piccoli, questa società è profondamente malata e ha perso i valori che mettevano la scuola al centro di tutto. La scuola come futuro, voi alunni come frutto da coltivare più prezioso di ogni altra cosa. 
Quei cinque bambini respinti in prima sono uno schiaffo in pieno viso ad un'intera società. Ma è facile, sciocca e orribile l'analisi che qualcuno è pronto a vomitarci addosso: si tratta per lo più di bambini di nazionalità non italiana, senza dimenticare un alunno diversamente abile. VERGOGNATEVI!!!!!
Abbiamo dovuto ricorrere ai tribunali per difendere un diritto che apparteneva a tutti i nostri bambini, non volevamo vedere quelle classi di 30 bambini!
E vergogna a chi ha preferito girarsi dall'altra parte per evitare di avere sotto i propri occhi una situazione aberrante.
Sono incazzata per tutto questo! 
E' un trauma respingere bambini,come possiamo far capire loro che questa non è una loro colpa..
Non sono insegante ma sono madre e persona con un cuore e un cervello per dire che un bambino soffre per un simile accaduto. E quando si sono alzate le barricate contro la riforma Gelmini mi dico che un popolo intero doveva insorgere con una forza e una lotta di ben altre dimensioni!
Ma non bastava la Gelmini, qui a Pontremoli abbiamo avuto ben altro!
Potete dormire sonni tranquilli dopo aver letto queste parole?
IO NO.
Hélène Delpippo
ps:
Piccola riflessione per capire come è terminato il nostro lungo e faticoso anno scolastico. Abbiamo ottenuto articoli su Repubblica e Corriere della Sera di oggi e non per meriti di questa cittadina.
LA SCUOLA DEVE ESSERE DIFESA.

giovedì 17 maggio 2012

I rifiuti insostenibili



Se metti la polvere sotto il tappeto...prima o poi tornerà fuori.
Lo stesso vale per i rifiuti. Senza una buona raccolta differenziata, i rifiuti vengono mandati in discarica, dove rimangono per almeno trenta anni producendo percolato, biogas, ed altre sostanze nocive all'uomo e all'ambiente. Per non parlare di quelli inceneriti.
Una buona differenziata si può fare solo con il sistema del porta a porta.
Con una buona differenziata e soprattutto attraverso la Riduzione, il Riuso, il Riciclo, e il Recupero solo una minima parte (a volte pari allo zero) dei rifiuti va in discarica.
La decisione dell'amministrazione del comune di Pontremoli, di sopprimere il porta a porta nel centro storico, va contro a queste logiche.
Per approfondire l'argomento, per capirci di più, per fare la differenza, venerdì 1° giugno presso la sala Gordon Lett del Comune di Pontremoli, alle 21 è organizzato, un PUBBLICO DIBATTITO con uno dei più grandi esperti nazionali in materia, Eugenio Baronti, e la nostra amministrazione comunale. Partecipano all'incontro Lucia Baracchini (Sindaco di Pontremoli), Mario Bassi (assessore della passata giunta che ha introdotto il porta a porta) e Sandro Donati (ex sindaco di Mulazzo dove si pratica il porta a porta).
Bottega Arcobaleno aderisce.

martedì 27 marzo 2012

Confronti senza paure


Riceviamo e segnaliamo:

Venerdì 30 marzo, alle ore 21.00 
si terrà presso la sala Gordon Lett del Comune di Pontremoli 
l’incontro 
“CONFRONTO SULLA VITA SOCIALE E CULTURALE A PONTREMOLI 
 E, IN PARTICOLARE, NEL SUO CENTRO STORICO”
 promosso dal circolo Arci Babel- La casa dei Popoli.
L'incontro è aperto a tutti

da:

mercoledì 8 febbraio 2012

Libri e musica: riuso e solidarietà

"Perché la musica, come i libri, non è mai finita veramente"
Abbiamo iniziato alcuni anni fa. Abbiamo posto due cassette di plastica in un angolo della sala d’attesa di uno studio medico di gruppo di Pontremoli. Ad esse abbiamo fissato un salvadanaio. Abbiamo messo nella prima cassetta libri usati di ogni genere come prevede il progetto “Libreria degli Onesti” e un cartello: prendi un libro e lasciane un altro, oppure lascia un’offerta; il ricavato andrà alla associazione “Un bambino per amico”. Abbiamo messo nella seconda cassetta musicassette, cd musicali e non, videocassette e l’abbiamo chiamata “Musica degli Onesti” e un cartello: prendi un audiovisivo, lasciane uno tuo oppure lascia un’offerta; il ricavato andrà alle iniziative di solidarietà di Bottega Arcobaleno. Abbiamo visto arrivare e partire libri di ogni genere e musica di ogni gusto. Abbiamo visto persone entrare, snobbare gli ambulatori, dirigersi alle cassette, curiosare, prendere, lasciare, depositare offerte e uscire visibilmente soddisfatte. Abbiamo raccolto da 300 a 400 euro di offerte ogni anno, cumulative. Abbiamo acquistato con parte delle donazioni 2011 un piccolo netbook affidandolo, con una penna rimediata, in uso ai rifugiati africani ospiti in Lunigiana perché potessero comunicare con la terra d'origine. Abbiamo scoperto che il riuso associato alla solidarietà è una pratica fruttuosa, gratuita e divertente. Provate anche voi.

sabato 14 gennaio 2012

Le farfalle in cammino sotto i falò

Il falò, un rito antico ma ancora attuale.
Martedì 17 e martedì 31 Gennaio 2012 a Pontremoli.
Ci sono sagre che hanno un fascino fasullo e ci sono feste di paese che hanno il sapore autentico della tradizione popolare. A questa seconda specie appartengono i falò di ogni gennaio pontremolese. Fuochi che sanno tenere il groviglio delle nostre vite ben agganciate alla terra. Fuochi che ti arrivano in faccia e nel petto contagiandoti di passione, stupore e una gioia sottile.
Vieni a scoprire la città di Pontremoli e l'antica tradizione dei falò: nei giorni 17 e 31 gennaio l'Associazione di Turismo Responsabile Farfalle in Cammino propone la visita guidata della città con un' "incursione" nel letto del fiume per scoprire la storia e i segreti di questo rito raccontati dai fuochisti delle due fazioni avverse.
Ritrovo sotto il Campanone ore 15.00
Per info e prenotazioni: 3897859252 - info@farfalleincammino.org