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martedì 17 maggio 2016

Il Cantiere per la Pace apre anche allo sport


Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di unire le persone come poche altre cose al mondo. Parla ai giovani in un linguaggio che capiscono, Lo sport può creare speranza dove prima c’era solo disperazione. E’ più potente di qualunque governo nel rompere le barriere razziali. Lo sport ride in faccia ad ogni tipo di discriminazione.

(Nelson Mandela)
Pubblichiamo il comunicato stampa del Cantiere per la Pace:

Pontremoli, 17 Maggio 2016 - Il Cantiere per la Pace ha iniziato a lavorare e questa volta lo fa su un campo da calcio.
Il calcio rappresenta quello che un bambino chiamerebbe “meraviglia”: ritrovarsi a correre dietro a un pallone significa riuscire a parlare un linguaggio comune pur non conoscendo le diverse parole che lo compongono. E un cantiere che si rispetti lavora partendo da questi strumenti!
Per questo motivo ritorna anche quest’anno il III Mundialito Lunigianese dove squadre locali si incontrano e scontrano sul campo con squadre rappresentative dei vari centri e progetti di accoglienza lunigianesi e di Berceto.
Domenica 22 maggio dalle ore 14 in poi nel campo sportivo  “Don Bosco” di Monti (Licciana Nardi) , saranno 8 le squadre che scenderanno in campo pronte ad affrontarsi in una sfida all’ultimo goal:  Atletico Mercoledì, Real Seminario, Traverde Tac , Africa & Asia United (rappresentativa dello Sprar SdS Lunigiana, Arci Comitato Regionale Toscana), Delta del Caprio, Real Pungiglione, Berceto City (rappresentativa dello Sprar di Berceto) e la squadra ospitante USD Monti Juniores.
La collaborazione dell’USD Monti permetterà di avere anche un incontro sul “tavolo” da gioco.  Verrà offerto, infatti, un terzo tempo con merenda a base di focaccette! Al termine del torneo verranno premiate tutte le squadre partecipanti, il capocannoniere e il miglior portiere.
Il Cantiere invita tutti a giocare o a diventare spettatori sugli spalti, pronti a esultare, tifare e partecipare alla condivisione del linguaggio universale del calcio.
Perché, metaforizzando quanto disse il grande Michael Jordan, “con una sola cultura  forse si può vincere una partita ma è solo il lavoro di squadra interculturale che fa vincere il campionato”!
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Il Cantiere per la Pace è una rete locale di associazioni, istituzioni e persone che hanno deciso di collaborare per offrire proposte concrete capaci di favorire relazioni di pace, pratiche di accoglienza e difesa dei diritti universali. Ne fanno parte, per il momento, Arci Babel – La casa dei popoli, Arci Mismosol, Arci Torrano Cultura e Solidarietà, Associazione “Pietro Ravera” Onlus, Bottega Arcobaleno, Centro Culturale Seminario Vescovile, Gruppi scout AGESCI Pontremoli 1 e 2, OpenPontremoli,  Cittadini per Pontremoli, Istituto penitenziario minorile Pontremoli.

Per ulteriori informazioni e per partecipare e supportare le iniziative del Cantiere rivolgersi al seguente indirizzo e-mail: cantiereperlapace.pontremoli@gmail.com

giovedì 5 maggio 2016

Lavori in corso

Lavori in corso, all'opera "mediatori, costruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiera"... (cit.).
Condividete, la solidarietà non rincorre copyright.

giovedì 17 settembre 2015

Open Day Open Mind

OPEN DAY…OPEN MIND!
Sabato 19 Settembre, ore 14, Discoparco il Nido di Villlafranca in Lunigiana
​​Il progetto Sprar SdS Lunigiana (Servizio Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) insieme al circolo Arci Babel, al neonato circolo Arci Mismosol di Villafranca, e in collaborazione con diverse associazioni presenti sul territorio, organizza una giornata di sport e incontro durante la quale si potrà passare un pomeriggio provando, insieme ai ragazzi dello Sprar, diverse discipline sportive e di conoscere più da vicino gli ospiti e il progetto di accoglienza.
Durante la giornata sarà possibile provare:
- YOGA (Circolo Mismosol);
- KARATE (Accademia Karate Lunigiana);
- EQUITAZIONE (Associazione Piè de la Prada);
- TIRO CON L'ARCO (Arcieri della Luna);
- HIP HOP (Scuola Lunidanza);
- Liscio (Scuola Lunidanza);
- Disco (Scuola Lunidanza);
- Kung-fu (Scuola di Kung Fu “Il monastero”),
- Percussioni (Laboratorio a cura di Tamburandia-Associazione Musicisti)

Nel pomeriggio verrà offerta una merenda equosolidale (a cura di Agenda 2002-Bottega Arcobaleno) e in serata, anche per chi non ha potuto partecipare all’evento, buffet multietnico gratuito per chiudere insieme la giornata.

All’ingresso verrà consegnato un attestato di partecipazione con le diverse discipline presenti e i partecipanti saranno invogliati a provarle tutte per completare il proprio attestato.
Per un pomeriggio lo sport, la musica e il teatro diventeranno strumento di incontro e aggregazione perché siamo tutti uguali sotto lo stesso sole, sul tatami, con un arco in mano, su un cavallo e quando ci mettiamo in gioco nella musica, nella danza e nel teatro. 
L'ingresso è gratuito.
Vi aspettiamo numerosi!
Partecipa e condividi l'evento Facebook: https://www.facebook.com/events/928076657248699/

domenica 13 settembre 2015

Eppur si muove



"Il sole va e viene ma non importa, le marce non hanno bisogno delle carezze del tempo.
Ci si toglie le scarpe e si innalzano gli striscioni e i cartelli, gli zaini sulle spalle fanno meno peso di tanti pensieri, mentre è sabato e il pomeriggio si avvia ad arrivare alla metà. È settembre e non fa ancora freddo, Pontremoli è lontano dall’Ungheria ma è vicino a chi corre attraverso le frontiere per salvarsi." 
E' l'inizio del racconto della marcia "delle donne e degli uomini scalzi" di ieri pomeriggio a Pontremoli scritto per l'Eco della Lunigiana da Diego Remaggi. 
E' stato davvero un buon pomeriggio per Pontremoli e la Lunigiana. Grazie a tutti.
Link:
http://ecodellalunigiana.it/la-marcia-delle-donne-e-degli-uomini-scalzi-inonda-pontremoli


giovedì 3 ottobre 2013

Chiuso per lutto

Lampedusa 3 ottobre 2013
Un barcone con 500 migranti
Solo 151 raggiungono la riva
Lutto
Dolore
Silenzio
No,
 basta silenzi,
 è ora di urlare:
Vergogna

giovedì 7 marzo 2013

Storie di rifugiati, racconti di uomini





E’ un video presentato su YouTube da Fosphoro e Associazione "Teriya" di Aulla.
"I libici" (del Mali) - Aulla, Lunigiana - luglio 2011 - febbraio 2013,  di Vincenzo Cammarata e Melania Sebastiani, con la collaborazione di Cecilia Malatesta

Teriya racconta: 
“Nel Luglio 2011 alcuni di noi, accompagnati da una volontaria ARCI, si sono recati presso la RSA in cui erano alloggiati e dà lì è iniziata una continua e costante collaborazione per fornire loro ciò che gli serviva per diventare autonomi e per poter vivere in maniera civile nel nostro Paese:
- lezioni di lingua italiana tenute da insegnanti volontarie individuate sul territorio;
- lezioni multimediali di lingua italiana iscrivendosi alla piattaforma del progetto "TRIO" della Regione Toscana c/o il centro per l'impiego,
- saltuari incontri con un mediatore culturale;
- attività sportive e ricreative;
- incontri con cittadini locali in occasione di eventi creati appositamente per dar loro la possibilità di conoscere la realtà socio-culturale del nostro territorio.”

L'associazione senza scopo di lucro "Teriya" (Via Nazionale n° 171 Aulla MS) nasce nella primavera 2012 ad un anno di distanza dall'arrivo, sul territorio aullese, di 20 profughi provenienti dalla Libia ed appartenenti a diversi Paesi dell'Africa fra cui Mali, Costa d'Avorio, Gambia.
L'arrivo di tali profughi in Italia si è trasformato nell' Emergenza Nord-Africa monitorata dai vari comuni ospitanti ed aderenti al progetto d'accoglienza proposto dalla Regione Toscana.
I volontari, con la collaborazione di altre associazioni, quali ARCI Massa Carrara e CARITAS, hanno seguito per mesi la situazione dei 20 ragazzi promuovendo attività di scolarizzazione, orientamento ed integrazione dando inoltre un grande supporto per l'espletamento delle pratiche legali mantenendo diretti rapporti con assistenti legali e uffici di competenza. Purtroppo gli enti locali, reali coordinatori del progetto di accoglienza, non sempre sono stati in grado di fornire gli adeguati servizi a tali soggetti, anche a causa di imminenti necessità del territorio. A seguito di ciò l'associazione si prefigge fin dall'inizio di creare attività volte a supportare i soggetti nella ricerca effettiva dell'indipendenza ed integrazione nel contesto socio-culturale, nonché nella ricerca di un impiego ma soprattutto cercando di volgere le risorse economiche messe a disposizione dallo Stato italiano, a favore di tali migranti dando loro la possibilità di un futuro da liberi cittadini nel nostro Paese.

martedì 31 luglio 2012

Istantanee da Mama Africa 2012




A Gavedo di Mulazzo, in Lunigiana, il meeting Mama Africa 2012. Gli scatti di Frank per il nostro blog. La musica, l'incontro, la danza, la festa. Un mondo a colori.
http://meeting.mamaafrica.it/
http://mamaafrica.it/

lunedì 23 luglio 2012

Lettera da Barbiana alle maestre di Pontremoli

E' la lettera che Michele Gesualdi (responsabile della Fondazione Don Lorenzo Milani) ha inviato all'Istituto Tifoni di Pontremoli per le maestre. Credo anch'io che valga la pena di essere letta.


Firenze, 12 luglio 2012
Care maestre di Pontremoli,
            come ben sapete insegnante significa lasciare il segno: un segno positivo. Alle elementari un segno che il ragazzo utilizzerà per tutta la vita.  Tocca infatti a voi lo straordinario compito di squarciare il velo del buio e aprire gli occhi e la mente  a saper leggere e scrivere.
Con la decisione che  avete assunto di respingere quei cinque bambini in prima elementare avete invece lasciato un segno negativo: il marchio dei vinti, dei diversi, di coloro destinati a rimanere ai margini della società .
A sentire voi lo avete fatto “per il bene dei bambini” in realtà avete dato la prima spinta verso il baratro dell’esclusione.
Per voi la storia scorre invano. Quarantacinque anni fa arrivò la denuncia di Lettera a una professoressa contro la scuola selettiva e chiusa al cammino della umanità.  La scuola reagì positivamente  inserendo nella sua normativa la sollecitazione all'accoglienza, a saper riconoscere i saperi e i valori acquisiti dai ragazzi nella vita quotidiana e nell'esperienze maturate fuori dell’apprendimento dei contesti scolastici.
Tutto questo per voi non esiste. I ragazzi degli altri rappresentano numeri che si buttano via se i vostri conti non tornano. Però se fossero vostri figli avreste sicuramente un metodo diverso di valutazione  che vi avrebbero  portato a valorizzare più i bisogni e le ragioni dei ragazzi che non dei programmi.
Direte che vi siete trovate in contesti di classi difficile  complesse, con famiglie che non collaborano, con lo Stato che sta trasformando la scuola in “pollai” o aree di parcheggio e che con classi di  trenta ragazzi non è possibile insegnare. Tutte osservazioni giuste, ma non potete protestare contro lo Stato e la società ferendo ed emarginando bambini che andrebbero aiutati e incoraggiati. Così facendo  vi ponete non  come motore  ma come freno dei più deboli.
Altre sono le armi per mutare i difetti della scuola: sciopero, voto, manifestazioni, influire con la parola, coalizzarsi con altri insegnanti per realizzare il pomeriggio gratuitamente una scuola per i ragazzi che le famiglie non possono aiutare, che sia di esempio e da pungolo alla scuola tradizionale. Ribellatevi e resistete contro ogni atto che porta alla dequalificazione della scuola e della vostra professionalità, ma non ferite creature che si affacciano per la prima volta alla società attraverso la scuola e trovano anziché accoglienza abbandono e scacciata.
Create un fronte comune di opinione con quanti hanno a cuore il cambiamento della società, perché la scuola è il cuore della società; il suo malessere  è lo stesso della società ma la scuola e quindi gli insegnanti hanno il compito di camminare con un passo più avanti rispetto al resto della società.
Tocca agli insegnanti alzare lo sguardo verso orizzonti più alti prefigurarsi il futuro e formare il cittadino del domani. Occorre cioè saper coniugare la trasmissione della cultura del passato con quella del presente che aiuti il  ragazzo a capire la società in cui si trova affinché possa domani contribuire a mutarla secondo i valori fondamentali indicati dalla Costituzione la  quale riconosce l’eguaglianza fra tutti i cittadini e si impegna a rimuovere gli ostacoli che si frappongono all'esercizio dei diritti fondamentali della persona  umana, primo fra tutto il diritto all’ istruzione: Gli ostacoli si eliminano educando all'accoglienza e alla solidarietà col più debole. Ma tornando a voi, avete mai riflettuto sul fatto che i ragazzi che vengono fermati nella scuola dell’obbligo generalmente appartengono a famiglie più povere? Quelle famiglie che sono portatrici di una grande cultura che non appare mai perché estranea ai vostri programmi e perché  i poveri non scrivono libri, non fanno opinione sui media, non fanno conferenze, ma mandano avanti il mondo e sono portatori di una grande ricchezza:  la conoscenza della condizione umana che è fatta di povertà di molti, mentre la ricchezza è fuga di pochi dalla condizione mana.
Scacciare quindi dalla scuola fin dai primi anni i ragazzi delle famiglie più bisognose significa da parte della scuola attentare al futuro della condizione umana.
Avete poi riflettuto che la vostra decisione di fermare il 25 per cento dei bambini che vi erano stati affidati in prima elementare, rappresenta la prova vivente, non della vostra bravura, ma del  vostro fallimento professionale e quello della vostra scuola. Avete detto ai vostri  ragazzi e alle loro famiglie: “noi con voi non ce la facciamo, ci pensino altri”. Avete interrotto il dialogo e il  cammino con i loro compagni. Avete dimenticato che la scuola dell’obbligo è un diritto per tutti e di ciascuno. Una buona scuola non scaccia gli ultimi, ma li prende per mano e li porta a livello dei primi ed  insieme continua  il cammino scolastico.
Quindi con la decisione che avete preso  per ben due volte avete  esercitato nel peggiore dei  modi la vostra professionalità docente.

Noi oggi vi chiediamo di ripensarci e di cercare la strada per recuperare quei cinque bambini. Mancano diversi mesi alla riapertura dell’anno scolastico. In questi mesi dedicatevi a loro, fate loro scuola gratuitamente e colmate quei vuoti che non avete saputo colmare durante l’anno scolastico.
Dedicate le vostre vacanze a loro, recuperateli  e poi dormite serenamente fra quattro guanciali senza l’atroce dubbio di aver mandato in seconda elementare futuri architetti impreparati che progetteranno case che crolleranno perché è molto più probabile che la vita di quei ragazzi la troverete a impastare cemento per costruire palazzi che non abiteranno mai o a raccogliere lamponi e pomodori che arricchiranno le nostre mense.
Cordiali saluti.
Michele Gesualdi
Presidente della Fondazione don Lorenzo Milani

giovedì 12 aprile 2012

Una tipicità locale dal lungo nome

Ricordate le domande che da più parti della società civile di Pontremoli erano state poste all'Amministrazione comunale in merito alla delibera che impediva l'apertura di negozi di "kebab e simili" nel centro storico?
La sera di venerdì 30 marzo nella sala Gordon Lett del palazzo comunale abbiamo avuto dal Sindaco Lucia Baracchini qualche risposta di cui diamo doverosamente conto.
Ha innanzitutto negato ogni intenzione razzista rifiutandone con determinazione ogni sospetto e smentendo chi dall'interno del palazzo comunale aveva presentato la delibera sui social network come espressione di xenofobia e razzismo di cui essere fieri, ha sostenuto la necessità e l'importanza dell'integrazione attraverso percorsi di intercultura riconoscendo la rilevanza dei corsi di italiano per stranieri e di arabo per italiani realizzati dalle associazioni pontremolesi di volontariato. Ha negato che la delibera rappresenti la filosofia dell'amministrazione per lo sviluppo del centro storico ed ha sostenuto infine la scelta di rinviare - a quando sarà pronto il piano del commercio - la decisione sulla kebaberia, comunicando che lo stesso Beshir è stato autorizzato comunque ad aprire la sua bottega nel centro storico vendendo anche la sua specialità: il "panino arabo con carne arrostita su spiedo verticale rotante". L'uso della parola "kebab" resta un tabù, ma destinato a cadere.
Prendiamo atto delle contorsioni cui si dispone a volte chi gestisce la cosa pubblica.
Prendiamo atto di più di un passo indietro mentre continuiamo a credere che il ritiro definitivo della delibera sia atto di saggezza.
Nel frattempo, il "Panino arabo con carne arrostita su spiedo verticale rotante" pare destinato a diventare un "must" della prossima estate pontremolese. Praticamente una tipicità locale.

martedì 10 aprile 2012

Provaci ancora, Corsera




Avete visto questo video? Quando un cronista racconta che il paesino di Pontremoli si trova a circa 2000 (!?) metri di altezza nel bel mezzo delle montagne "lunigiane" (!?) si presenta subito male. Una disarmante ignoranza della geografia è un mediocre biglietto di presentazione per chi, tra l'altro, lavora per il Corriere della Sera...
Ci saremmo dati pazienza se almeno si fosse scomodato a chiedere agli amministratori di Pontremoli, quelli attuali e quelli precedenti, quali fossero i rapporti tra carcere e città, se avesse chiesto alle associazioni di volontariato quali fossero i nodi che attorcigliano l'impegno comune a smentire chi ritiene illusoria l'integrazione, se avesse parlato con la delegazione di volontari entrata in carcere recentemente per preparare un nuovo progetto di socializzazione, se avesse intervistato i precedenti direttori, quelli che avevano iniziato i progetti di integrazione, se avesse  riconosciuto che i direttori non sono tutti uguali, se avesse compreso che essendo un carcere di passaggio ben difficilmente si potranno vedere in loco risultati a lunga scadenza, se avesse rintracciato chi ha snobbato il dialogo tra amministrazione, associazioni e carcere.
Nulla di tutto questo. Il cronista se ne è tornato a Firenze a lavoro appena iniziato, e senza entrare in città. Peccato. Provaci ancora, Corsera.

Link:
http://www.corriere.it/inchieste/sogno-carcere-solo-donne-minorenni-/3eabf6d6-7e32-11e1-b61a-22df94744509.shtml

domenica 1 aprile 2012

Comunicare l’immigrazione

Segnaliamo questa utile "cassetta degli attrezzi", per quanti si occupano di integrazione e intercultura, o per coloro che semplicemente non rinunciano a conoscere prima di giudicare, confrontarsi e imparare a convivere.
Il Portale Integrazione Migranti è un progetto co-finanziato dal Fondo Europeo per l’Integrazione di cittadini di Paesi terzi ed è' frutto della collaborazione tra i ministeri del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’Interno, dell’Istruzione Università e Ricerca e del Ministro della Cooperazione Internazionale ed Integrazione ed è cofinanziato dal Fondo Europeo per l'Integrazione.
Intende favorire l’accesso a tutti i servizi offerti sul territorio, assicurando una corretta informazione dei cittadini stranieri quale presupposto per facilitare la loro integrazione nella società italiana.
Il portale è organizzato per assi:
Educazione e apprendimento,
Lavoro,
Alloggio e governo del territorio,
Accesso ai servizi essenziali,
Minori e seconde generazioni,
Mediazione culturale.
Si tratta dei sei ambiti fondamentali della vita che costituiscono le condizioni per l’integrazione degli stranieri in Italia. Per ciascun ambito il portale offrirà le informazioni essenziali e soprattutto consentirà all’utente di individuare i servizi attivati dalla rete pubblico privata attiva sul territorio.
Sono messe in evidenza le più importanti novità sul piano della normativa, delle iniziative istituzionali e delle attività intraprese a livello nazionale, regionale e locale.
Buona navigazione.
http://www.integrazionemigranti.gov.it

http://www.integrazionemigranti.gov.it/Attualita/News/Pagine/Manuale-2.aspx


giovedì 8 marzo 2012

Domande in attesa di risposta

Nulla, a pensarci bene, può spingere un uomo a lasciarsi sopraffare dai pregiudizi, e nulla può spingere una città a non avere rispetto del proprio passato e stima del proprio futuro. Pertanto riteniamo questa vicenda del kebab proibito cosa degna di meditazione e di qualche domanda. Riportiamo quelle poste al Sindaco di Pontremoli dal neonato circolo arci,  e restiamo in attesa delle risposte, che pubblicheremo ugualmente.

Alla Gent.ma Dott.ssa Lucia Baracchini
Sindaco della Città di Pontremoli 
Gentile Sindaco, prima di tutto ci presentiamo, forse non ci conosce ancora. Siamo il Circolo Arci “Babel – La casa dei popoli”, nato qualche mese fa a Pontremoli dalla volontà di un gruppo di giovani e meno giovani uniti dal desiderio di “sporcarsi un po’ le mani” per promuovere e sperimentare nella nostra città nuove forme di partecipazione e impegno. Vorremmo riuscire a dare un contributo, seppur piccolo, per costruire insieme una Pontremoli che accoglie e non esclude, una città civile e incuriosita dalle diversità, viva culturalmente e innovativa, capace di valorizzare le proprie tradizioni senza chiudere la porta a quelle altrui. Proprio perché è questa la Pontremoli che vorremmo ci ha spiazzato (e deluso) la delibera che la Sua Giunta ha approvato lo scorso 27 febbraio, delibera in cui si vieta l’apertura di kebab e locali che propongono cucina “non locale” in nome della salvaguardia della “tipicità” del centro storico cittadino e delle tradizioni locali. Riteniamo che sia una delibera ingiusta e, probabilmente, illegittima. Sicuramente non condivisibile. Proviamo ad avanzarLe sotto forma di domande quelle che sono, per usare un eufemismo, le nostre perplessità:
 - È certa che la tutela delle tradizioni locali si garantisca con il proibizionismo delle diversità e non piuttosto con concreti incentivi alla valorizzazione delle tipicità?
 - Non è strano che una delibera simile “spunti” proprio pochi giorni prima dell’apertura del primo locale che propone kebab nel menù? Non pensa che i cittadini siano autorizzati a pensare che si tratti di un atto discriminatorio “contro” ristoranti etnici e non “pro” torta d’erbi e affini?
 - E cosa intende per “simili”? La mortadella di Bologna, la bufala campana, la birra tedesca, il whisky irlandese sono “simili”? Devono preoccuparsi i locali della piazza e attrezzarsi per avere solo prodotti a km zero?
 - In un centro storico in agonia, che si sta progressivamente spopolando e dove sono sempre di più le saracinesche chiuse, non crede che chi sceglie di investire in una nuova attività vada incentivato e non ostacolato? Via Cavour è meglio viva e piena di gente o deserta ma molto tipica?
 - Tra l’altro, il recente decreto sulle liberalizzazioni del Governo Monti (che recepisce la disciplina europea in materia) non sancisce, ulteriormente, la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio “senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura” fatti salvi tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente e dei beni culturali? O la pizza va bene ma se nel menù c’è anche un panino al kebab si mette a rischio la tutela dei nostri beni culturali?
 - Soprattutto, e questo è quello che ci sta più a cuore, non crede che ordinanze di questo tipo, favoriscano la crescita di una comunità chiusa, diffidente, impaurita dalle diversità e da quanto non rientra nel solco della tradizione? Non sarebbe meglio un processo partecipativo che lasci spazio all’incontro e allo scambio? Non sarebbe una via più giusta e vera per costruire quella “Pontremoli, città dell’accoglienza” decantata su tanti cartelli all’ingresso del Paese? Non si può pensare che kebab e torta d’erbi, cous cous e testaroli possano convivere e “contaminarsi” positivamente a vicenda?
 Le proponiamo di riflettere su questi interrogativi e di fare un passo indietro ritirando la delibera. Non la riteniamo corretta nel merito e nella forma. E non ci sembra corretto affrontare temi delicati e centrali per il futuro della città, quale il futuro del centro storico, senza un coinvolgimento trasparente e partecipato di associazioni, commercianti e cittadini. Le chiediamo di guardare lontano, alla Pontremoli di domani, e di tornare sui suoi passi. Per quanto ci riguarda siamo disponibili ad un incontro pubblico per confrontarci insieme, anche alla luce di questa vicenda, su come costruire una condivisa rivitalizzazione del centro storico e di tutta Pontremoli. La ringraziamo per l’attenzione e restiamo in attesa di un Suo riscontro. Circolo Arci "Babel - La casa dei popoli" Pontremoli

domenica 4 marzo 2012

L'amor e il kebab

Ricevuto e condiviso: 

L'amor e il kebab 
C'erano una volta, a metà dell'800 o giù di li, due "stranieri": due fratelli svizzeri originari del cantone dei Grigioni. Si chiamavano Osvaldo e Giorgio Aichta: insieme all'amico Giovanni Kaspar e ad un paio di altri conterranei immigrati decidono di aprire, a Pontremoli nel 1842, una drogheria - pasticceria. La chiamano "Fratelli Aichta e C."
 In quegli anni in diverse zone d'Italia aprirono diversi esercizi commerciali "svizzeri": le guerre napoleoniche avevano avuto gravi ripercussioni sull'economia della Repubblica elvetica così molti, soprattutto grigionesi, furono costretti ad emigrare cercando fortuna nel nostro Paese. Aprivano in tutta Italia principalmente drogherie, caffè e pasticcerie importando ricette d'Oltralpe. Non ci è dato sapere (il Corriere Apuano non era ancora nato!) cosa pensarono all'epoca i pontremolesi di questi intraprendenti stranieri. Qualcuno, probabilmente, avrà storto il naso, forse altri caffè avranno temuto la concorrenza, non pochi avranno tentennato un po' prima di addentare una di quelle cialde farcite di crema gialla ("Chissà cosa ci mettono dentro questi qua!"). Certo è che la drogheria-pasticceria ha potuto aprire i battenti. Nessuna delibera dell'amministrazione di allora, a quanto ci risulta, deve averne impedito l'apertura. Magari per difendere il buccellato o la pattona. Tant'è che oggi il caffè di quel manipolo di esuli elvetici è il locale più rinomato della città, vero e proprio salotto buono di Pontremoli, citato in tutte le guide turistiche che si rispettino.
E l' "amor", importata o inventata proprio da loro, il dolce più rinomato del paese.
Più di centocinquant'anni dopo la storia inizia allo stesso modo. C'è un immigrato egiziano, si chiama Bashir e decide, sempre a Pontremoli, di aprire un kebab. Come molti suoi connazionali, e come Osvaldo e Giorgio, anche lui è partito dal suo paese per cercare maggior fortuna in Italia. Molti cittadini stranieri, da tempo, stanno aprendo, qua e là per la penisola, ristoranti e bar dove propongono piatti e ricette della propria tradizione. Questa volta, però, i pontremolesi non fanno in tempo a storcere il naso, ne' i bar del paese a temere concorrenza, ne' gli scettici a guardare con disgusto quello spiedo strano. Bashir (e come lui i tanti Osvaldo e Giorgio, immigrati con i loro menù tipici dai 5 continenti, compreso il signor McDonald's) non farà neanche in tempo ad aprirlo il suo kebab. Questa volta l'Amministrazione ha deciso che proprio quelle "amor" (e quella spongata, insieme alla torta d'erbi, alla pattona, alla mozzarella, la mortadella, la gorgonzola, il prosciutto di Parma e i pistacchi di Bronte...), nate dalla fantasia di un gruppo di "stranieri" vanno privilegiate e tutelate. E che proprio quel centro storico, dove troneggia a futura memoria l'insegna "Caffè degli Svizzeri" e dove progressivamente sono sempre meno i negozi che sopravvivono, va preservato nella sua tipicità tanto cara ai (numerosi?) turisti. Il gusto che arriva da oltre confine si fermi in Piazza Italia.
Due storie simili, due epiloghi diversi. Altri tempi dirà qualcuno. Certo. Ma ora come allora la lungimiranza di una comunità e di chi è chiamato a guidarla si misura dalla sua capacità di guardare lontano, di capire il cambiamento, di imparare dalla storia, di confrontarsi con le diversità senza rinnegare le proprie radici. Proibizionismi, dazi o steccati non hanno mai pagato. Ė dalle contaminazioni e dalle commistioni che, più spesso, sono nate innovazioni ed eccellenze. In cucina come nella società.
Crediamo che le tradizioni vadano preservate senza trasformarle in paraocchi che impediscono di vedere una società che cambia. Crediamo che i testaroli possano convivere con il cous cous, che i turisti siano così intelligenti da preferire un centro storico vivo ad un centro storico museo, che chi sceglie di avviare una nuova attività in una città commercialmente in declino vada incentivato e non ostacolato. Ci auguriamo che questa Giunta alzi lo sguardo. Ci auguriamo che guardi lontano e sappia tornare sui propri passi. Anche ripensando alla storia di Osvaldo e Giorgio. Ci auguriamo che, un giorno, il kebab fatto con l'agnello di Zeri e le cipolle di Bassone possa diventare un'altra delle nostre specialità.

Circolo ARCI Babel - La Casa dei Popoli
Pontremoli

martedì 28 febbraio 2012

Lettera al Presidente Rossi

profughi al lavoro dopo l'alluvione ad Aulla

Questo è l'appello che i volontari che collaborano all'accoglienza dei profughi dalla Libia ospiti di vari comuni della Lunigiana, hanno preparato ed inviato al Presidente Rossi affinché siano accelerate le pratiche di concessione dei documenti d'asilo.
.
Al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi
Egregio Presidente, siamo operatori volontari che, da parecchi mesi, stiamo assistendo i rifugiati provenienti dalla Libia ospitati in vari comuni della regione Toscana. In questi mesi è stato fatto un enorme lavoro per cercare di rendere la vita di queste persone la più accettabile e dignitosa possibile. Poiché l’accoglienza non puo’ ridursi semplicemente a “dare cibo ed un tetto sopra la testa”, il cammino fin qui percorso è stato faticoso, minato da parecchie difficoltà sia pratiche che burocratiche, senza contare l’iniziale diffidenza e “paura dello straniero” che, nelle piccole comunità – ad esempio – è stata evidente. Ciononostante, si è lavorato alacremente, ottenendo buoni risultati che vedono l’inserimento dei rifugiati nell’ambito delle rispettive comunità.
Ora, però, tutto questo non basta più.
Ci si trova nella situazione in cui:
- i numerosi dinieghi ricevuti (no alla concessione di protezioni internazionali, né altri tipi di protezione),
- gli appelli in corso presso i Tribunali competenti (le prime decisioni - che non sono positive - stanno arrivando peraltro ad una velocità incredibile considerato, per quanto si conosce, lo stato di “intasamento” delle Procure/Tribunali),
- le “false aspettative” create con la concessione di permessi di soggiorno per la durata di sei mesi con opportunità di svolgere attività lavorativa (documento rilasciato in conformità alle leggi vigenti ma che risulta carente per permettere alla persona un’effettiva attività lavorativa e viene automaticamente revocato nel momento in cui le commissioni territoriali emanano le decisioni),
stanno colpendo duramente la sensibilità ed i già fragili equilibri psicologici dei nostri ospiti che, ancora una volta, si sentono rifiutati da un contesto sociale che si definisce civile e allo stesso tempo vanificano tutti gli sforzi fatti finora nelle nostre comunità, il “Modello Toscana” vacilla….. Forse le persone preposte alle decisioni non hanno ben presente il dramma umano vissuto dai richiedenti asilo, ma è anche vero che le stesse persone “non devono, non possono, non vogliono” approfondire le storie personali e mostrare empatia. I rifugiati sono parte di procedure burocratiche, sono stranieri e non posseggono i titoli necessari all’ottenimento di protezione alcuna. Sono arrivati dalla Libia, un paese in guerra, dove, peraltro, anche il “nostro paese” ha mostrato la propria presenza, ma nessuno di loro è cittadino di quel paese; ci vivevano tutti da tempo, lavoravano e sono stati costretti a fuggire per mettere in salvo la loro vita. Pare, però, che per le autorità italiane, tutto questo non sia sufficiente per concedere loro l’opportunità di ottenere documenti. Non sono cittadini libici quindi nessuna protezione, nessun riconoscimento, nessun permesso, solo il ritorno nel paese d’origine che, per molti, non rappresenta più casa loro. Di fronte a questa situazione drammatica sotto molti aspetti, chiediamo a Lei, Egregio Presidente, un intervento presso le Autorità Centrali al fine di ottenere i documenti necessari per i rifugiati, documenti che darebbero loro una sicura speranza di futuro.
Noi, Presidente, ci affidiamo a Lei e confidiamo in un Suo intervento tempestivo per ottenere, almeno, il rilascio permesso per motivi umanitari a tutti coloro che non hanno avuto nessuna protezione.
Grazie.


Aderisco e sottoscrivo.

sabato 5 novembre 2011

Io sono Li


Promo - Trailer - Io Sono Li from Jolefilm on Vimeo.
Prendete questo come un prezioso consiglio cinematografico.
Gustatevi questo trailer nell'attesa di sedervi - martedì 8 novembre ore 20.45 - al Cinema Manzoni di Pontremoli dove il film "Io sono Li", di Andrea Segre, inugurerà il ciclo autunnale di cinema di qualità.
Dalle note del regista:
"L’idea del film nasce da due esigenze: da una parte la necessità di trovare in una storia, allo stesso tempo realistica e metaforica, il modo per parlare del rapporto tra individuo e identità culturale, in un mondo che sempre più tende a creare occasioni di contaminazione e di crisi identitaria; dall’altra la voglia di raccontare due luoghi importanti per la mia vita e molto emblematici nell’Italia di oggi: le periferie multietniche di Roma e il Veneto, una regione che ha avuto una crescita economica rapidissima, passando in pochissimo tempo da terra di emigrazione a terra di immigrazione."
Save the date, please.
http://www.tdl.it/root/Cinema/SchedaFilm.asp?idfilm=3504

mercoledì 21 settembre 2011

L'Italia sono anch'io


Camilleri per "L'Italia sono anch'io"
Bottega Arcobaleno aderisce alla Campagna per i Diritti di Cittadinanza e il Diritto di Voto per le persone di origine straniera.
Dal manifesto della campagna:
"Le persone di origine straniera che vivono in Italia sono oggi circa 5 milioni (stima Dossier Caritas Italiana Fondazione Migrantes al 1° gennaio 2010), pari all’8 % della popolazione totale. Di questi un quinto circa sono bambini e bambine, ragazzi e ragazze. Nati in gran parte in questo Paese, solo al compimento della maggiore età si vedono riconosciuto il diritto a chiederne la cittadinanza. Il luogo di provenienza dei loro genitori è lontano, spesso non ci sono mai stati. A loro, alle loro famiglie, vengono per lo più frapposte soltanto barriere. Limitazioni insormontabili e ingiustificate, che danno luogo a disuguaglianze, ingiustizie e persecuzioni. L’articolo 3 della nostra Costituzione stabilisce il principio dell’uguaglianza tra le persone, impegnando lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscano il pieno raggiungimento. Ma nei confronti di milioni di stranieri questo principio è disatteso. Noi, uomini e donne che considerano l’uguaglianza valore fondante di ogni democrazia e la decisione di persone di origine straniera di diventare cittadini/e italiani/e una scelta da apprezzare e valorizzare, siamo convinti che la battaglia per il riconoscimento dei diritti di ogni individuo sia decisiva per il futuro del nostro Paese. Tutti e tutte dobbiamo assumercene la responsabilità e operare perché l’Italia sia più aperta, accogliente e civile.
Per questo ci impegniamo a:
1.Promuovere in ogni ambito l’uguaglianza tra persone di origine straniera e italiana.
2.Agire a tutti i livelli affinché gli ostacoli che impediscono la piena uguaglianza tra italiani e stranieri vengano rimossi, determinando le condizioni per la sua concreta realizzazione.
3.Promuovere la partecipazione e il protagonismo dei migranti in tutti gli ambiti sociali, lavorativi e culturali. Siamo infatti convinti che esercizio della cittadinanza significhi innanzitutto possibilità di partecipare alla vita e alle scelte della comunità di cui si fa parte.
4.Avviare un percorso che porti alla presentazione in Parlamento di due proposte di legge di iniziativa popolare:
- una proposta di legge che riformi la normativa sulla cittadinanza, aggiornando i concetti di nazione e nazionalità sulla base del senso di appartenenza ad una comunità determinato da percorsi condivisi di studio, di lavoro e di vita.
- una proposta di legge che riconosca ai migranti il diritto di voto nelle consultazioni elettorali locali, quale strumento più alto di responsabilità sociale e politica.
A sostegno di quanto proposto, ricordiamo che la Convenzione europea sulla Nazionalità del 1997 già chiedeva agli Stati di facilitare l’acquisizione della cittadinanza per “le persone nate sul territorio e ivi domiciliate legalmente ed abitualmente”.
Sentiamo l’urgenza di riportare il tema della cittadinanza all’attenzione dell’opinione pubblica ed al centro del dibattito politico; per farlo, intendiamo impegnarci con una raccolta di firme e l’organizzazione di eventi e iniziative capaci di sollecitare organizzazioni e singoli a dar vita ad un movimento trasversale e unitario sul tema del diritto di cittadinanza.
Facciamo appello alle Istituzioni, alle forze politiche e sociali, al mondo del lavoro e della cultura, a tutte le persone che vivono in Italia, affinché ognuno svolga il ruolo che gli compete per costruire un futuro di convivenza, giustizia e uguaglianza in cui a ogni individuo che nasca e viva nel nostro Paese sia consentito di essere a tutti gli effetti cittadino/a italiano/a."
La campagna nazionale è promossa da 18 organizzazioni della società civile: Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 - Seconde Generazioni, Tavola della Pace e Coordinamento nazionale degli enti per la pace e i diritti umani, Terra del Fuoco, Ugl Sei e dall’editore Carlo Feltrinelli. Presidente del Comitato promotore è il Sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio.

Per saperne di più vieni
sabato 24 setttembre
al Cinema Manzoni di Pontremoli
Alla presenza del regista Fred Kuwornu
sarà proiettato
"18 IUS SOLI"
il diritto di essere italiani
(è il primo documentario grass-roots italiano ad affrontare il tema del diritto di cittadinanza
per chi è nato e cresciuto in Italia da genitori immigrati)
Al termine della proiezione saranno raccolte le firme a sostegno delle proposta di legge di iniziativa popolare riguardanti "il diritto di voto alle amministrative senza distinzione di nazionalità" e le "modifiche alle norme sulla cittadinanza".
Per aderire alla campagna vai anche a:
http://www.litaliasonoanchio.it/

martedì 13 settembre 2011

18 IUS Soli, 24 settembre a Pontremoli



“18 IUS Soli è nato due anni fa quando ho scoperto, sfortunatamente, che i figli nati da migranti in Italia non sono riconosciuti come cittadini. Mi son detto: com’è possibile? Tutti i bambini che conosco che hanno un colore della pelle diverso, di genitori africani, sudamericani e asiatici… pensavo fossero tutti cittadini italiani. I bambini nati da migranti in Italia sono tanti, circa 900.000 e non sono cittadini italiani. Devono aspettare il 18° anno di età per chiedere la cittadinanza italiana, e qualche volta non viene concessa. Questo li lascia con l’opzione di andare in giro col permesso di soggiorno come se fossero arrivati in Italia un mese fa.”Fred Kuwornu

18 IUS Soli
24 settembre ore 16.30
Cinema Manzoni a Pontremoli

il regista Fred Kuwornu sarà presente in sala
Entrata a offerta libera

"18 IUS SOLI" (54') è il primo documentario grass-roots italiano ad affrontare il tema del diritto di cittadinanza per chi è nato e cresciuto in Italia da genitori immigrati. Vincitore del Premio Gianandrea Mutti, diretto e prodotto nel 2011 dal regista bolognese di origini ghanesi Fred Kuwornu racconta con il linguaggio della docu-fiction la storia di alcuni "nuovi Italiani", ma al tempo stesso promuove il dibattito legislativo e culturale sul diritto di cittadinanza per chi nasce in Italia sebbene da genitori immigrati. Nel 150° Anniversario dell'Unità d'Italia, 18 Ius Soli s'interroga sulla necessità di unire tutti i "nuovi" italiani . Al film documentario è affiancata una campagna di comunicazione sociale ed un social network, di cui fanno parte le maggiori associazioni, enti, fondazioni, think tank, che si stanno impegnando per promuovere in tempi brevi una modifica della legislazione inerente all’acquisizione della cittadinanza italiana, con l’obiettivo di rendere sempre più visibile ai media l’onda di questa richiesta di cambiamento, rimuovendo gli ostacoli culturali, politici, burocratici che ancora impediscono ad alcuni italiani di essere pienamente cittadini a tutti gli effetti. Hanno partecipato al documentario il Presidente della Camera dei Deputati On. Gianfranco Fini e l'On. Andrea Sarubbi.
Buona visione.
da: http://www.18-ius-soli.com/

martedì 9 agosto 2011

L'integrazione promossa

foto Frank da mamaafrica2011
Hanno superato l’esame tutti i 13 allievi del corso di italiano per immigrati organizzato a Pontremoli dall'Arci di Pontremoli-Torrano con la collaborazione di tanti, ivi compresa Bottega Arcobaleno.
Hanno sostenuto l'esame le 10 allieve del corso femminile ed i 3 del corso maschile. Hanno aspettato, hanno studiato, hanno dimostrato di avere un reddito congruo, una casa idonea, nessuna pendenza giudiziaria e ora hanno mostrato di “possedere un livello di conoscenza della lingua italiana che consente di comprendere frasi ed espressioni di uso frequente in ambiti correnti, in corrispondenza al livello A2 del Quadro comune di riferimento europeo per la conoscenza delle lingue”. Un test di italiano per coloro che hanno richiesto la carta di soggiorno europea, quella a tempo indeterminato, che tutela dal rischio di ripiombare nella clandestinità. Una carta che comporta vantaggi importanti: per esempio non perdere il permesso di soggiorno ogni volta che si resta senza lavoro. Grazie dunque alle insegnanti (Ilaria, Francesca, Elisabetta, Valentina, Lorenza, Cristina, Annalisa, Laura e spero di averle ricordate tutte...) ed a tutti i volontari che hanno reso possibile questo risultato.
Ed agli “allievi”, l'augurio di un'equa e solidale integrazione.

giovedì 28 luglio 2011

Ancora immagini del #MamaAfrica Meeting 2011


Bottega Arcobaleno ha aderito alla proposta di assegnare il Premio Nobel per la Pace 2011 alle donne d'Africa e le suggestioni del meeting 2011 di Mama Africa ci confermano nella scelta, equa e appropriata!
Questo è un invito a tutti ad aderire: http://www.noppaw.org/

riprendo dal blog: Il nobel per la Pace alle donne d'Africa

martedì 26 luglio 2011

I giorni di Mama Africa meeting 2011

Sabato 23, il parco è pronto ad accogliere
Domenica 24 #mamaafrica è davanti al duomo di Pontremoli

Domenica 24 sera, concerto di apertura in piazza duomo

Lunedì 25, al parco si comincia a prendere il ritmo...

Martedì 26 pomeriggio, piccoli percussionisti crescono... al villaggio di Benteremà

Martedì pomeriggio, oggi questi bambini ci hanno ricordato che il mondo è a colori.
Oggi è una giornata riuscita

(grazie a Frank, nostro iphonereporter)