venerdì 27 febbraio 2009

Appello per l'accessibilità delle cure

All’Assessore alla Salute della Regione Toscana
Enrico Rossi
Al presidente della Regione Toscana
Claudio Martini
Al presidente della Conferenza dei Sindaci
Roberto Pucci
Ai Sindaci della provincia di Massa Carrara
Come cittadini e associazioni della società civile di Massa Carrara esprimiamo il nostro sdegno e una profonda preoccupazione per le conseguenze dell’approvazione di un emendamento presentato in sede di esame del DDL 733 che ha avuto luogo al Senato giovedì 5 febbraio.
E’ stato infatti abolito il comma 5 del testo Unico sull’Immigrazione, che prevedeva che “l’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano”.
L’ambiguità conseguente a tale abrogazione e, di conseguenza, il concreto rischio di segnalazione e/o denuncia contestuale alla prestazione sanitaria creerà nell’immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche, una reazione di paura e diffidenza in grado di ostacolarne l’accesso alle strutture sanitarie. Tutto ciò può creare condizioni di salute particolarmente gravi per gli stranieri e ripercussioni pesanti sulla salute collettiva sia per gli aumenti dei costi legati alla necessità di interventi più complessi e prolungati, se si interviene in ritardo; sia per il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili.
Questa scelta pertanto è in contrasto con l’art. 32 della Costituzione (“la repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività”), andando a toccare un diritto primario dell’uomo ed è in palese contraddizione con il codice deontologico e il giuramento di Ippocrate.
Nella nuova norma è sancita la caduta del principio del segreto professionale per il personale sanitario volto a tutelare il paziente come essere umano indipendentemente da ogni altra considerazione. Non riteniamo che i medici o altro personale sanitario debbano fare obiezione a questa legge, semmai siamo convinti che chi tra i sanitari nell’esercizio delle sue funzioni si avvalga del potere di segnalare una persona cosiddetta “clandestina”, debba essere perseguito perché tradisce la deontologia medica.
Chiediamo pertanto al Presidente della Regione Toscana e all’Assessore alla Salute di istituire una legge che tuteli il diritto alla salute e alle cure per tutti, nelle strutture sanitarie riconosciute dal Sistema Sanitario Toscano, secondo i principi dei Piani sanitari della Regione Toscana, della Costituzione Italiana e della Carta dei diritti dell’Uomo che garantiscono a tutti il diritto alla salute, e l’universalità e l’accessibilità delle cure al di la del sesso, razza, religione o ideologia.
Chiediamo ai Sindaci in quanto primi responsabili della salute pubblica, di aderire a questo nostro appello e di farsi promotori di iniziative concrete.
Chiediamo ai Parlamentari eletti nella nostra provincia, di fare azioni di boicottaggio di questa proposta di legge, senza alcuna mediazione.
Inviare adesioni a Accademia Apuana della Pace: info@aadp.it

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